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Sono Un Libro

Io sono un libro.
Un libro già iniziando, ma che non ha ancora scoperto la sua trama.
Una trama che si tesse giorno per giorno.
Sono un libro romantico.
Un libro comico.
A volte malinconico.
Sono un libro che racconta una storia.
La mia storia.
Un romanzo di cui ho scoperto non poter strappare le pagine.
Un racconto da cui, ho capito, potrò imparare tanto.

4 commenti:

Mystery Light ha detto...

Scrivi davvero bene, mi piacciono i tuoi pareri e lasci passare attraverso le tue parole, la tua anima. Anch'io ho un blog e scrivo ogni tanto, ma non riesco mai a scrivere quotidianamente qualcosa che davvero possa elaborare alla giornata. Ti seguirò.

Boh ha detto...

Potrà sembrati assurdo ma l'ultima affermazione non è scontata come sembra. Non è per nulla facile imparare da se stessi.

La Ragazza Che Scriveva Troppo ha detto...

Grazie! :)
Quando scrivo, in effetti, metto tutto ciò che sono, tutto ciò che ho, la mia anima.
E se inizio a scrivere per me, per liberarmi, perché mi fa stare bene, sono contenta che poi riesca a trasmettere e lasciare qualcosa anche a chi legge.
Comunque trovo che l'appuntamento con un foglio bianco non debba essere programmato. Io alterno periodi in cui i pensieri fruiscono fuori dalla mia penna come acqua, cristallini, altri, come ultimamente, in cui rimangono dentro la mia mente ora stanca.
Questa trovo sia una valvola di sfogo, non un lavoro, perciò scrivo quando posso, quando voglio, quando ho davvero qualcosa da dire, da raccontare, o semplicemente sento il bisogno di farmi viva, do pubblicare qualcosa, di mostrare ai lettori che ci sono, attiva, e non li abbandono.

La Ragazza Che Scriveva Troppo ha detto...

Questo è poco, ma sicuro.
Probabilmente è una delle cose più difficile che dovremmo imparare a fare: riconoscere i propri errori e imparare da questi.
Spesso, passato un periodo buio, le persone tendono a non volerci più pensare o a crogiolarsi nella sofferenza.
Alcune persone rinnegano il loro passato, cercano di fare finta non sia mai accaduto.
Si comportano un po' come gli struzzi che, mettendo la testa sotto terra, pretendono che non stia accadendo niente intorno a loro.
Una cosa che ho imparato è che non si può fare finta di niente, non con noi stessi.
Tutto ciò che facciamo nella nostra vita ci segna, ci rimane dentro, è inutile negarlo .
Se possiamo continuare a raccontare ciò che meglio crediamo, ciò che ci fa forse stare meglio, a coloro che ci stanno intorno, questo non possiamo proprio farlo con noi stessi.
Non sarebbe giusto, non avrebbe senso.
Non possiamo cancellare da dentro di noi ciò che è stato, non possiamo strappare le pagine del libro della nostra vita.
Queste sono ben ancorate dentro di noi e ci pongono davanti due alternative ben distinte: o continuare a cercare di far finta che nulla è stato, continuando a vivere una bugia dentro di noi che non porterà a nulla di buono, oppure cercare di bandire lo stress futuro decidendo di affrontare le cose dentro di noi.
Non è assolutamente facile, lo so, anzi, nell'immediato sembra di gran lunga più impegnativa della prima alternativa, magari subito ci creerà pensieri, dubbi, ma dopo un primo momento affronterai la vita con nuovi occhi, con una filosofia diversa, una filosofia più tua.
Gli errori si possono benissimo fare, ci mancherebbe, siamo umani!
Ma la cosa migliore che possiamo fare è realizzarli, ammetterli e imparare da questi affinché non siano stati vani.

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