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Merendine

Mia madre mi ha insegnato a mangiare le merendine e anche i gelati. 

Quelle ricoperte intorno di una scorza più dura e l'interno più morbido, più tenero. 

Intendo il modo. 

La osservavo mangiare prima intorno lo strato più duro. 

Poi la parte alta e bassa del cioccolato che le ricopriva. 

Infine rimanere lì, il cuore tenero. 

E osservandola ho iniziato a fare lo stesso. 

E, forse, oltre che con le merendine, anche nella vita. 


Forse

È vero, saremmo potuti essere felici insieme. 

È vero, forse è così. 

Forse avremmo potuto continuare a vivere la giornata, parlare abbracciati scandendo il tempo con dolci baci. 

Forse non stavamo rovinando davvero la nostra amicizia. 

Forse avremmo potuto continuare a fare l'amore sul tuo letto, evitando lo scaffale, e poi mi avresti portato un bicchiere d'acqua e qualcosa che aveva cucinato tua madre. 

Forse ogni nostro saluto sarebbe potuto essere scandito, dopo un nostro sguardo, da un dolce bacio. 

Forse, forse. 

Forse tutto, forse niente. 

Quante ore ho speso nel pensarci, nel pensarti. 

Nel pensare a ciò che abbiamo vissuto. 

Nel pensare a quelle sensazioni, a quelle emozioni che mi avvolgevano. 

Nel pensare a ciò che è stato e a cui che, pensavo, sarebbe potuto essere. 

Siamo stati felici, è vero. 

Ma evidentemente non abbastanza. 

Ma, evidentemente, lo sei più così. 

Ma, ora, va così. 

Siamo amici. 

E, forse, va bene così. 

Un pezzettino di te

Ho visto che sei diventato padre. 
L’ho scoperto per caso, dalla tua foto profilo su WhatsApp. 
Indossi una di quelle magliette che avevi già quando stavi con me. 
Quella arancione, con sopra qualcosa un po’ street art. 
Ma ora il disegno si intravede soltanto. 
Sopra, rannicchiata, c'è una neonata. 
È così piccola e carina così addormentata. 
Tu sorridi sorpreso e sconvolto da ciò che ti è accaduto. 
Felice e commosso del miracolo della vita. 
Alla tua destra c'è la tua compagna, sorridente e raggiante. 
Spulciando su Instagram ho intuito che stiate insieme dal 2020, l'anno del lockdown, a Luglio, 5 anni e mezzo fa. 
3 anni fa, un po' brillo, mi avevi detto che nella foto che avevo pubblicato ero gnocca e abbiamo ricordato il parcheggio del McDonald's dove andavamo quando stavamo insieme ormai quasi 10 anni fa. 
Ti ho chiesto, mi hai raccontato dello sport, del lavoro, che non sapevi se saresti tornato, hai chiesto di me. 
Ma mai mi hai raccontato di lei. 
E nonostante non racconti gli affari tuoi online, anche se non hai dichiarato nulla, chi ti conosce un po’ lo capisce.  
Non abbiamo a che fare da molto, lo so. 
Ora sarebbe strano scriverti, perciò lo scrivo qui. 
Sono contenta per te. 
Davvero. 
Auguro una buona vita a te e a voi. 
Sarai sicuramente un ottimo padre superando gli ostacoli che tuo padre pensi ti possa avere messo. 
Ora sei lontano da quella che era casa. 
Ora ne hai costruita una tutta tua.  
È stato bello e intenso ciò che c'è stato tra noi. 
È strano rendersi conto che il sesso più bello della mia vita sia stato con te e, quindi, ormai una decina di anni fa. 
Il tuo tradimento in Erasmus subito confessato non fu il principale problema. 
Il fatto che non comunicavamo lo era. 
Eravamo giovani e avevo paura di fare qualunque cosa minasse il nostro rapporto. 
E così è successo. 
E ora, da lontano, osservo briciole della tua vita. 
Tua madre, che ancora mi mette talvolta i "mi piace" su Instagram, ora con menta la tua nuova famiglia. 
E tu che, pur crescendo, quando ti sforzi continui a tirare inconsciamente fuori la lingua. 
Certe cose non cambiano mai. 
Altre non saranno mai più le stesse. 
Ma, come ogni persona che abbia mai amato, mi porterò sempre in me un pezzettino di te. 

Navigare lontano


Ricordo ancora quando mi hai stretta tra le tue braccia quel pomeriggio

ha cancellato ogni nuvola anche nel cielo più grigio.

Non mi sembrava vera quella affinità crescente,

quella chimica che anche sulla pelle si sente.


E mentre ti abbracciavo da dietro ti dicevo che era quello il momento

che per sempre volevo ricordare nel mio cuore allora contento.

Tu mi dicevi che quel sentire poteva continuare

mentre la tua bocca mi continuava a baciare.


La leggerezza di quelle giornate e dei nostri sorrisi

però presto è stata messa in crisi.

Non sentivi del fuoco gli artifici,

e hai deciso che saremmo rimasti solo amici.


A qualche tuo breve ripensamento mi ero attaccata

ma la realtà delle cose si è sempre presto rivelata.

Inutile negarlo, anche se è stata una doccia gelata:

per quanto tu ci abbia tenuto, non mi hai mai amata.


E, per quanto ci tenessi, feci indietro un passo

per cercare di distaccarmi in quel lasso.

Smisi di risponderti come facevo prima

perché ogni parola mi feriva come una lima.


Tu, però, hai continuato a scrivermi, la corda non l’hai mollata

e l’avevi ancora ben salda quando sono cascata.

Sei stato presente, mi sei stato vicino,

scaldando il mio tenero cuoricino.


E nella mia convalescenza a starmi vicino hai continuato

e a fare visite mediche mi hai accompagnato.

In giro per tutta la città e anche lì intorno,

tipo quando la porchetta ci ha fatto da contorno.


Tu sei stato gentile e disponibile,

ma in queste relazioni io non sono abile.

Qualche uscita ci siamo fatti,

ma non poterti baciare mi mandava ai matti.


E quando quella notte non ti sei sentito abbastanza

e sei scappato dai tuoi amici e da quella stanza,

tra le mie braccia ti ho stretto e ti ho accolto

facendoti capire che ti apprezzavo molto.


Forse è stata una debolezza, un momento,

ma il sapore della tua pelle ancora lo sento.

Avrei voluto continuare a immergermi ancora per ore

e rimanere impregnata del tuo buon odore.


Ma dal giorno dopo non era cambiato nulla, eri lo stesso,

quello che da me non voleva più amore, baci e nemmeno sesso.

Hai spiegato e ripetuto che non vuoi perdermi come amica,

ma io ti ho sempre confessato che non so se ce la faccio mica.


Perché quando mi stringi la mano o la metti sulla coscia,

sappi che non so più di che cosa sono conscia.

E quando mi dai sulla guancia i bacini o i tuoi morsetti,

la mia mente torna a quei primi momenti perfetti.


Tu sei sempre stato al mio cuore vicino,

sono io che mi sono attaccata a ogni bacino.

Ho preferito illudermi di ogni tuo sorriso carino,

invece di strappare il tuo santino.


Ti sei allontanato, ma continuando a salutarmi,

e mentre navigavi, mi hai chiesto di allontanarmi.

Avrei voluto salpare insieme e scrivere di noi carmi,

navigare lontano con te e con te nella vita radicarmi.


Col cuore e con la mente devo riappacificarmi,

di noi due i film devo smetterla di farmi.

Per quanto sia agguerrita, ho deposto le armi,

lascerò andare chi ha smesso di amarmi.


Col cuore e con la mente continuerò a navigare,

non sapendo ancora dove potrò arrivare.

Ti amerò per sempre

Ti amerò per sempre. 
Ma non preoccuparti. 
Non pretendo tu ricambi. 

Ti amerò per sempre. 
Ma non è una mia scelta. 
È ciò che accade quando mi entri nel cuore. 

Ti amerò per sempre. 
In ricordo di quando mi stringevi. 
In ricordo di quando mi guardavi così. 

Ti amerò per sempre. 
Per quanto tempo passerà. 
Per quante persone incontrerò. 

Ti amerò per sempre. 
Farò posto anche per qualcun altro. 
Ma il posto che hai sarà sempre tuo. 

Ti amerò per sempre. 
Accarezzata dalle tue mani. 
Nutrita dalla tua gentilezza. 

Ti amerò per sempre. 
È una cosa mia. 
Va bene se non ne vuoi fare parte. 

Ti amerò per sempre. 
Anche se il tuo cuore per me non batte più. 
Anche se la tua pelle è un po’ più lontana. 

Ti amerò per sempre. 
Perché è così che faccio quando amo. 
Perché una volta che entri nel mio cuore, non esci più. 

Ti amerò per sempre. 
Anche se ora non mi pensi più come prima. 
Anche se ora è soltanto un ricordo. 

Ti amerò per sempre. 
Come ho amato stare tra le tue braccia. 
Come ho amato addormentarmi sul tuo petto. 

Ti amerò per sempre. 
Va bene che sia solo io. 
Mi nutro d'amore, mi nutro di te. 

Ti amerò, ti amerò, ti amo e ti amerò. 
Come ho sempre amato i tuoi modi, il tuo tocco, il tuo sguardo, il tuo sorriso. 
Come ho sempre amato la tua essenza. 
Per sempre ti amerò. 

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