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Chiedo scusa

 Chiedo scusa a tutte le persone della mia vita a cui non ho mai dato davvero piena fiducia, anche quando non avevano ancora fatto nulla per meritarlo. 

Chiedo scusa a tutti voi che ho fatto entrare nella mia vita, ma soltanto un po', mantenendo sempre un passo di distanza. 

Chiedo scusa per avere logorato le cose dal principio iniziandole, ma cronometrando il tempo in cui ci saremmo detti addio. 

Chiedo scusa a me stessa per non essermene mai resa conto prima, ma chiedo ancora più scusa per non poterne fare a meno. 

Chiedo scusa a voi, a me, a ciò che abbiamo vissuto insieme, a ciò che è stato, a ciò che sarebbe potuto essere. 

Chiedo scusa, anche se forse per voi è tardi per perdonarmi, ma forse non lo è per me.

Sono una ragazza


Sono sempre stata convinta che fino ai 17 anni i ragazzi non mi abbiano mai guardata nel modo in cui avrebbero dovuto guardarmi.
Non che non mi vada bene essere amica di esseri umani con cromosomi XY, ma preferisco di gran lunga essere sia amica che considerata una donna interessante.

Mi è tornato alla mente che in prima elementare c'era un altro bambino, un bambino di quinta, che, per ciò che un bambino può permettersi di fare, si era innamorato di me.
Ne avevo parlato con mia madre o in qualche modo lo era venuta a sapere tanto che si diceva preoccupata che un bambino più grande di me si interessasse in quel senso nei miei confronti (in effetti, aveva quasi il doppio della mia età).
Non mi pare ci sia stato niente tra di noi.
Nessun bacio, nessuna coccola.
Non mi piaceva e l'avevo rifiutato.
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Lui, dopo un po', mi sembra che avesse smesso di insistere e io non volevo.
Non ho mai detto di essere normale.
Quando durante l'intervallo eravamo in giardino insieme facevo la smorfiosetta, se così mi si poteva definire.
Con la scusa del caldo, davanti a lui mi toglievo il maglioncino dalle spalle in modo sexy per attirare l'attenzione su di me.
I ricordi sono un po' confusi di questo periodo, ma mi sembra che non sia successo niente tra noi.

Non mi ricordo a chi e non mi ricordo quando, ma probabilmente in quel periodo un giorno, spinta da non so cosa, forse esibizionismo, avevo tolto e spostato le mutandine che indossavo e, alzando la gonna, avevo mostrato per la prima volta i miei genitali.
Nessuno mi aveva toccata, nessuno ha fatto nient'altro che guardarla, come se fosse la cosa più interessante del mondo.

Brava

Mi sono sempre distinta per bravura a scuola, non per popolarità simpatia o sex appeal.
Sono arrivata in prima elementare che sapevo già scrivere e leggere in stampatello maiuscolo e minuscolo.
Ero più avanti degli altri bambini e ne andavo fiera, non da diventare snob, ma dentro di me forse un po’ lo ero.

Crescendo ho capito che non era normale avere la maestra che ci metteva le mani addosso, ma allora, essendo il primo approccio al mondo scolastico, sembrava normale.
Capelli tinti rosso fuoco, naso adunco come quello di una strega, mani lunghe, magre, affusolate che colpivano i miei compagni ogni volta che facevano qualcosa che non andava.
Io sono sempre stata una brava bambina e non le ho mai dato motivo di colpirmi fino a un giorno, l’unico in cui anche io sono stata colpita dietro la nuca da un suo colpo.
Mi aveva poi chiesto scusa in quanto mi ha spiegato che mi ha colpito in quanto innervosita da il comportamento di un altro bambino e, per non prendersela solo con lui, quando ha letto sul mio quaderno una parola scritta con una doppia sbagliata è impazzita e mi ha colpita.
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Io, sempre stata estremamente sensibile, ci sono rimasta estremamente male, ferita nel profondo.
A ferirmi probabilmente non è stato solo il colpo arrivato da dietro all’improvviso, ma tutto quello che c’era dietro e le urla che mi sono arrivate addosso.
Ho sempre odiato essere sgridata, ho sempre odiato quando qualcuno mi urla addosso.
Forse è un problema mio, del mio cervello, forse quell’episodio è stato di aiuto in questa cosa, ma ho sempre avuto problemi con le doppie. Per quanto possano dire che si sente recitando le parole ad alta voce, io non ho mai sentito una differenza di pronuncia così palese nelle parole con le doppie meno usate nella vita di tutti i giorni (e anche su quelle, ogni tanto, assale qualche dubbio).

La maestra di Matematica, invece, era una specie di folletto, o almeno così mi è sembrata le ultime volte che l’ho vista su un autobus molti anni dopo. Con i capelli corti e neri, una corporatura esile anche per la sua bassa statura (sembra una prerogativa delle insegnanti delle scuole di primo grado essere basse, o sbaglio?), aveva ben poco di femminile. C
he io abbia saputo non aveva figli, però aveva tutti noi, suoi studenti, e con lei ho iniziato, credo, a dare libero sfogo alla mia fantasia in quanto si occupava di farci fare anche tutti quei lavoretti che di solito i bambini portano a casa durante le feste.
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La mia vena artistica si è presentata in prima elementare quando ho partecipato a un concorso scolastico di pittura.
Non mi ricordo se c’era un tema di fondo o era a tema libero.
Avevo disegnato un acquario o uno stralcio di vita marina.
Acqua che scorreva con le sue sfumature più chiare o più scure e tanti pesciolini che nuotavano felici nella corrente.
Ovviamente il disegno era grezzo, semplice, il disegno di una bambina di sei anni, ma tanto era piaciuto ai giudici che avevo vinto il primo premio di quel concorso portandomi a casa un paio di pattini a quattro rotelle e, mi sembra, la cassetta VHS dei Pokemon.

Il giorno in cui ho imparato a volare


Ho passato tutta la mia vita a cercare disperatamente la felicità.
E forse è stato proprio questo il problema.
Fin da piccola ero fissata con il fatto che tutti dovevano essere felici e soffrivo enormemente nel vedere qualcuno triste.
Mi hanno etichettata come emotiva, sensibile, fragile, e con queste etichette sono cresciuta.
All’età di 5 anni, mi hanno raccontato, avevo passato due ore sul ciglio di una strada dove c’era un piccione morto, travolto probabilmente qualche decina di minuti prima da qualche macchina.
Mi ero impuntata sul fatto che avrebbero dovuto chiamare un’ambulanza. Non mi sono mossa da lì fino a quando, mentendomi, mia madre mi ha assicurato che sarebbe arrivata da un momento all’altro, ma noi saremmo dovute andare via prima così che avrebbero potuto salvare l’animale.
Io acconsentii smettendola di piangere per quell’animale che aveva lasciato questo mondo molto prima di incontrarmi.
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Iniziata la scuola le mie etichette mi sono incominciate a pesare come macigni, come il mondo sulle spalle di Atlante.
Troppo sensibile ai soprusi, troppo sensibile per una parola di troppo, per una critica, divenni ben presto la vittima ideale per i giovani bulli.
Come un bersaglio dal centro grande come un transatlantico, riuscivano sempre a beccarmi nel profondo.
Ho perso il conto di quante volte sono sparita dalla classe e mi hanno ritrovata rinchiusa in un bagno a piangere.
Tante lacrime accarezzavano le mie guance quante sono le gocce nel mare.
Cosa c’era di sbagliato in me?
Ancora non l’ho capito.
Ed inutili le dolci parole delle maestre e di mia madre quando mi dicevano che il problema erano loro e non io.
Ma perché a me?
Questi pensieri non mi hanno mai lasciata, neanche ora che sono protesa sulla città con il vento mi ferisce il viso e le lacrime che si confondono nella pioggia.

Ombra

Quando ero piccola avevo paura della mia ombra.
Letteralmente.
Non riuscivo a distinguere questa "cosa nera" come qualcosa che fa parte di me.
Correvo, piangevo, mi dimenavo.
Cercavo di fare staccare, di staccarmi da lei e intorno a me avere soltanto luce.
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Quando sono cresciuta ho guardato alla piccola me con tenerezza e ho riso delle mie paure.
Come facevo ad avere paura di qualcosa così naturale come può essere la propria ombra?
E tra questi pensieri, circondata da luce, ciò di cui avevo paura era delle ombre dentro di me.
Non sapevo chi fossi, soffrivo e, anche in mezzo al sole, era buio.
Non fuggivo più, non letteralmente.
Non riuscivo a capire quell'ombra, quel buio dentro di me.

Ora guardo con tenerezza alle tante piccole me.
A quelle ragazzine piene di pensieri, di paure.
Guardo con un sorriso alla me davanti allo specchio.
Imperfetta, ancora piena di paure.
Paure diverse.
Nuove consapevolezze.
Non posso scappare, non posso fuggire da qualcosa che fa parte di me.
Siamo luce.
Siamo ombra.
L'ombra c'è, ma io non ho più paura.

Io Prima Di Te

Ah, no, non pretendo di essere una persona matura ora.
Risultati immaginiNon pretendo di avere la verità in tasca e di sapere affrontare ogni situazione con la lucidità di cui molte situazioni hanno bisogno.
Cercherò di essere serena, sicura di me e sorridere alla vita.
Sicuramente sono una persona diversa.
Non è successo niente di straordinario.
O forse sì.
Ciò che è successo è che sei entrato nella mia vita.
Non hai fatto molto.
O forse sì.
Hai smosso qualcosa dentro di me.
Qualcosa che ancora non so cosa sia.
Qualcosa che non so se capirò mai.
Però l'ho accettato proprio come ho accettato tante cose.
E all'inizio pensavo che "accettare" sarebbe stato come "arrendersi".
Pensavo che accettare sarebbe significato essere deboli.
E invece no.

Risultati immaginiSono una persona diversa.
Non pretendo di essere migliore.
Sono semplicemente diversa.
Prima ero un'altra persona.
Io prima di te.
Io ero una ragazza che si faceva prendere dalle paranoie, che pensava che ci fosse soltanto un modo per vivere una relazione, che ci fosse un giusto o un sbagliato, senza mezze misure.
Io ero una ragazza forse un po' viziata nelle relazioni e che, abituata a determinate cose, dentro di sé pretendeva che anche la realtà rispecchiasse ciò che aveva dentro.
Io ero una ragazza che ha sofferto molto, che ha dovuto imparare a prendere coraggio, a rimboccarsi le maniche e ha fatto un salto nel vuoto.
Un salto per te.
Un salto con te.
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Ho sempre pensato di essere una persona troppo fragile, troppo sentimentale, troppo emotiva.
Questa notte mi sono riscoperta più forte di quello che pensavo e sto sorridendo.
Sto sorridendo mentre penso che sto superando nuove difficoltà.
In un certo senso ti sono grata.
E sono sicura che ci saranno alti e bassi.
Mi sorprenderò malinconica a fissare il vuoto.
Mi scoprirò con le guance solcate da calde lacrime senza sapere il perché.
Mi scoprirò a pensare a te.
Ma voglio pensarti con un sorriso.


Risultati immaginiSenza saperlo, senza volerlo mi hai dato qualcosa.
Anche quando pensavo non sarebbe successo.
Un giorno particolarmente triste mi sono ritrovata a sperare di non averti mai incontrato.
E mentre piangevo mi chiedevo perché dovesse fare così male.
Oggi in qualche modo mi sono risposta e forse ho capito il perché.
Io prima di te ero diversa.
E non per forza peggiore.
Semplicemente diversa.
Ero più piccola, in tutti i sensi.
E ora, in qualche modo, credo di avere imparato un po' di più a vivere.


Una delle cose più importanti che ho imparato è che, ok, si soffre, ma la vita va avanti.
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Ed è proprio questo che sto cercando di imparare nella mia vita.
Se le cose non vanno come me le ero immaginate non sono un fallimento.
E si può impara da ogni cosa se sappiamo coglierla, se sappiamo accoglierla in noi.


E anche se sembra più facile, non è mai meglio vivere in un'illusione per paura di guardare in faccia la realtà.
Non sai quanto mi abbia fatto male realizzare questa cosa.
Come il fatto che le persone, le emozioni e i sentimenti possono cambiare.
E lo fanno.
A volte più velocemente di quanto la nostra mente possa realizzare.
A volte il mondo gira più in fretta di quanto noi riusciamo a correre.


Risultati immaginiNonostante questa consapevolezza a volte è comunque difficile.
Non sai quanti momenti difficili ho passato nonostante sapessi ciò.
E mi sentivo anche stupida per questo.
Una parte di me è consapevole di come stanno le cose, di come poi tutto passa, migliora, ti rende più forte e ti dà la possibilità di migliorare se dai la possibilità di rafforzarti.
Ma è inevitabile starci male.

Non sto dicendo che non si deve soffrire, anzi.
Se "stai male", anche se suona male sentirselo dire, significa che "funzioni" bene, che hai un cuore, che sei umano, capace di provare sentimenti.
Lo so che fa male e ti verrebbe voglia di pentirti di ciò che è trascorso, ma ogni cosa che succede nella nostra vita, ogni persona che entra in contatto con noi, direttamente o indirettamente, lascia sempre qualcosa in più nella nostra vita.

Risultati immaginiMa non dobbiamo rimanere attaccata a questa in quanto, si sa, la vita è mutevole e le persone lo sono ancora di più.

Ci sono persone che continueranno ad entrare e ad uscire dalla tua vita.
Bisogna capirlo, ma soprattutto accettarlo.
Guardati indietro.
Quante persone l'hanno già fatto?
E se in quel momento per qualcuno è stata una dura prova, tosta, altre persone probabilmente le hai perse di vista senza neanche realizzarlo.
Le persone cambiano e anche tu l'hai fatto, lo farai e lo stai facendo anche ora.
E, anche se sembra brutto dirlo, è giusto così.
Senza nuovi stimoli saremmo statici, immobili, non cambieremmo mai, non cambierebbe niente né della nostra vita né di questo mondo.

Risultati immaginiUn giorno troverai quella persona che, nonostante tutto, sarà il punto fermo.
Quella con cui cambiare insieme, quella con i cambiamenti non faranno paura.
Il fatto è che non te ne accorgerai.
Alla fine ripenserai a tutto il trascorso insieme e, con un sorriso, realizzerai che è andata così.

Sappi che quando le cose non vanno come ce le eravamo aspettate, quando non vanno come pensavamo che volessimo andassero a volte ci stanno dando soltanto una grande opportunità.
Questa è la teoria, ma bisogna metabolizzarla e farla davvero tua.
Non serve soltanto sapere, ma "essere".
E se io posso darti una mano nel sapere, per l'essere ci devi pensare soltanto tu.
Dentro a un cuore infranto, una rottura si vive e si ha bisogno metabolizzarla proprio come un lutto.
Bisogna accettare che l'altra persona non farà più parte della propria vita.
Non come ha fatto fino a quel momento.
Che sia sentimento, abitudine o qualunque cosa.
Prima di incontrare una persona, prima di rapportarci a questa siamo sempre diversi da come ci ritroveremo durante e in seguito a questa.
E' un po' la storia di tutte le storie, nel bene o nel male.
Io prima di te, prima che tu abbia avuto la possibilità di mostrarmi cosa posso essere, come può essere la vita, quanto vale la pena di essere vissuta a pieno.
Io dopo i tuoi insegnamenti, ora che devo cavarmela da sola e camminare con le mie gambe.

Risultati immaginiIo dopo di te.
Chi sarò?
Cosa farò?
Una cosa la so.
Non lo so.
Lo ammetto.
Non ho la minima idea di che cosa succederà un domani.
Non ho la minima idea di come reagirò a ciò.
L'unica cosa che posso fare è accettare l'imprevidibilità della vita.
Ciò che posso fare è prendere le cose così come verranno.
Crescere come persona, arricchirmi come posso.
E poi chissà.
Intanto inizierò cercando di non bruciare più le zucchine.

Grazie per avermi insegnato tutto questo e avermi reso la persona che oggi sono.
Probabilmente non sono dove avrei voluto, ma sono esattamente dove devo essere.

Accetto Il Rischio

Ho passato anni della mia vita a tenermi tutto dentro e a non potere/volere raccontare niente a nessuno. È stata una scelta inconscia, forse spinta da precedenti esperienze, da precedenti delusioni.
Dicono che ogni persona che entra nella tua vita ti lasci qualcosa, ti cambi, ti faccia crescere, maturare, in qualche modo migliorare. Io negli ultimi anni non mi sono sentita migliorata, anzi.
Non sono mai stata una ragazza particolarmente da "vida loca", anzi, la maggior parte delle mie serate in adolescenza finivano a giocare a qualche Gioco di Ruolo, nel vedere qualche film o semplicemente nel chiacchierare sotto casa. E così sono state la maggior parte delle persone di cui mi sono circondata.
Negli ultimi anni, invece, ho voluto assaggiare il gusto della vita e ho iniziato a viaggiare da sola, zaino in spalla, ad immergermi in innumerevoli esperienze, corsi, attività che in qualche modo potessero arricchirmi molte delle quali continuo a portare avanti negli anni. Mi sono inebriata di vita. Ho conosciuto tante persone, di qualsiasi genere, tipo, ceto, scolarità, mentalità, etc., ma nessuna di queste riusciva a conoscermi davvero. All'inizio vedevo la colpa come un fattore esterno e ci stavo male, ma in un secondo momento ho capito che era il mio modo di affrontare le cose, di rapportarmi con le persone, di vivere e questo mi ha suggerito il fatto che, se c'è qualcosa che non va, sono io che ho il potere di decidere come prendere questa cosa e, se possibile, cambiarla (almeno per come viverla e non soffrirci più).
Ho imparato che aprirsi spesso è la cosa migliore che puoi fare, spesso può essere anche la soluzione a molte questioni. Ultimamente sono riuscita ad aprirmi anche con mia madre, cosa che non accadeva da tempo immemore visto che è capitato più volte che usasse le mie debolezze nei momenti peggiori. Ho accettato il rischio di sentirmi dire qualcosa di cattivo quando si arrabbierà, ma fa parte del gioco e il gioco vale la candela. È inutile vivere sotto una campana di vetro. È inevitabile che ci siano alti e bassi, cose belle, cose meno belle. Tutto sta ad affrontarle e sapere come prenderle. Ormai la conosco e so che ogni tanto potrebbe partirle l'embolo, ma sicuramente è una persona che mi vuole davvero bene e vuole il mio bene sopra a tutto. Quando ho bisogno c'è stata, c'è e ci sarà finché saremo entrambe qui su questa terra. La scorsa notte, ormai mattina, mi sono addormentata abbracciata a lei mentre siamo state su a parlare tutta la notte. Fino a poco tempo fa non avrei mai pensato di potere fare questi passi da gigante (almeno per quello che pensavo di essere diventata). Non riuscivo a fidarmi neanche di mia madre e accumulando le cose andava sempre a finire che sbottavo per stronzate. Raccontando e raccontandomi a tempo debito, oltre a cercare di alleviare il peso sul petto, credo che ci sia stato un salto di qualità. Uno pensa di avere imparato e maturato determinate cose nel corso della propria vita, ma è incredibile come poche cose siano in grado di farti mettere in discussione e insegnarti qualcosa. Non si è mai arrivati e, anche in famiglia, con le persone con cui si convive da una vita, c'è sempre modo di migliorare le cose, anche quelle per cui non riuscivo a vedere via di uscita. Se prima, dopo un periodo di vani piatti volanti, ero più sul cercare di imparare ad accettare le cose così come sono e sopportarle nel frattempo che le mie ali non saranno abbastanza forti da farmi spiccare il volo, ho capito che anche loro, a modo loro, vorrebbero migliorare la situazione a casa che non è delle migliori, ma mettendo insieme le forze e remando insieme verso lo stesso obiettivo, anche la nostra barca potrà navigare in serenità. Sono stata chiusa in una gabbia dorata e ora volare è faticoso e a volte fa male, ma so soltanto che provarci, comunque vada, ne varrà la pena.
Per quanto nella vita sia importante capire cosa si vuole, trovo fondamentale capire anche cosa non fa per noi. Le persone continuano e continueranno ad entrare e uscire dalla nostra vita come noi faremo lo stesso nelle loro. È il normale ciclo della vita e, in fondo, lo sappiamo che è giusto così. Siamo esseri umani, siamo in continuo cambiamento e, chi consciamente, chi inconsciamente, sempre in cerca di nuovi stimoli.
Per quanto non sia facile per tutti ammetterlo, la persona più importante della tua vita sei tu.
In fondo, le gabbie sono nella nostra testa e sta a noi decidere quando volare.
Non so se questo mio flusso di coscienza random ispirata dalla fioca luce della luna possa in qualche modo essere di qualche spunto o utilità per qualcuno, ma se anche solo una mia parola riuscisse ad arrivare al cuore di qualcuno di voi, magari in un momento non facile, allora ne sarà valsa la pena. Altrimenti, semplicemente, avrà fatto bene a me e al mio volere imparare ad aprirmi nuovamente con le persone.
Accetto il rischio, e voi?

Cyberbullismo

Una madre che risponde male a una ragazza è atroce. Le auguro che non succeda, ma vorrei proprio vedere se un domani suo figlio fosse vittima di bullismo (perché anche se è soltanto un commento su un Social Network di bullismo si tratta, anzi, per l’esattezza è cyberbullismo) se non le roderà. Beh, temo che più che vittima, se uno cresce con questi valori, è più probabile diventi carnefice. Io un domani vorrei vedere dei ragazzini venire su con veri valori, non con il mito della bellezza. E questo mi ha fatto tornare in mente il programma televisivo “altamente culturale” in cui c’era una, forse proprio Belen, che consigliava di conquistare i ragazzi facendo le scemette, se non sbaglio. Io vorrei vedere un mondo dove le ragazze decidano di non volere un ragazzo se queste sono le motivazioni della scelta. Vorrei vedere ragazzini che siano stimolati continuamente psicologicamente e non vogliano la donna oggetto, perché in questo modo di queste cose si tratterebbe, ma ne vogliano trovare una da custodire al proprio fianco con cui discutere di cose serie e ridere insieme di quelle frivole. La giovinezza e la bellezza passano e vanno, è la bellezza che c'è dentro quella che dovrebbe contare davvero. Io non ho mai avuto niente da ridire mai contro Belen, figuratevi, non mi è mai interessato niente di ciò che faceva o non faceva, non ne ho neanche la minima idea, ma questo bullismo di cui ho sentito (e letto) non è accettabile da qualunque persona sia uscita dalle scuole medie. È anche abbastanza ovvio che se uno ha tempo di passare la propria vita in palestra e fa del mantenersi in forma praticamente un lavoro, può entrare in tutti i vestiti che vuole (tralasciando il fatto che comunque di solito sono fatti su misura). Sarebbe preoccupante se dopo tutti gli sforzi, la fatica e il tempo della propria vita usato in questa maniera non si vedessero i risultati, no? Siamo nel 2014 e facciamo tanto le belle facce nel sostenere i diritti degli omosessuali (giustamente), ma giudichiamo qualcuno per il proprio peso, per la propria corporatura. Molti personaggi che al momento, dandosi i turni di celebrità, cavalcano l’onda dello show business l’unico peso che hanno e che vogliono avere è quello sull’intrattenimento televisivo (che poi, davvero, c’è ancora chi guarda determinati programmi? Io non conosco nessuno che lo faccia, a parte mia nonna, ma lei la televisione la tiene accesa per tenersi compagnia quando il resto della famiglia è a scuola, all’Università o al lavoro). Al posto di voler a tutti i costi rispecchiare la figura leggera e frivola che tutti sembrano voler affibbiare a queste persone, perché queste non prendono il coraggio di usare il potere mediatico che hanno, finché lo hanno, per qualcosa di buono e davvero importante nella vita. Certo, è più facile parlare di vestiti e di “selfie” (per me non lo sarebbe, ma avete capito il punto, spero), ma se io riuscissi a far arrivare a grandi quantità di persone un messaggio, di certo non sarebbe quello di “che cosa indosso oggi”, sarebbe davvero deprimente per me (poi ognuno ha le proprie priorità). Badate bene, io non voglio assolutamente giudicare nessuno e non voglio nemmeno creare alcun tipo di flame, non ne ho alcun interesse a ne ho già avuto abbastanza ogni qual volta che spunta questa foto da qualche parte, ma vorrei soltanto, nel mio piccolo, che chiunque, da chi ha più visibilità a chi ne ha meno, pensasse maggiormente a cosa dice o scrive, soprattutto quando decide di giudicare o insultare qualcun altro. Non potete sapere chi avete dall’altra parte. E non mi riferisco soltanto al commento di Belen riguardo a quella ragazza (anche se, a mio parere, per far scaldare tanto una persona di solito significa che si ha colpito nel segno, ma queste sono mie congetture, essendo esterna a ogni faccenda). In questo mondo il bullismo è all’ordine del giorno ed è orribile come ogni giorno tutti noi siamo testimoni di episodi del genere e spesso, magari per nostra debolezza nel non voler essere coinvolti, non agiamo e non interveniamo. È vero che un mondo senza bullismo è un’utopia, ma se partissimo tutti dalle piccole cose, almeno chi è in grado di ragionare con una propria testa, quanti episodi in meno ci sarebbero, quante persone in meno verrebbero ferite, quanti persone sarebbero più felici un domani. Il bullismo ferisce oggi, ma sono ferite che ti rimangono dentro (altrimenti non si tratterebbe nemmeno di bullismo, nel caso l’altra parte non fosse toccata e non ne soffrisse). Comunque ci sono ragazze e ragazzi che vivono una vita tra le continue sofferenze a causa di problemi alimentari e questo, purtroppo, non fa loro raggiungere la felicità. Preferirei dieci, cento, mille volte vedere una ragazza felice di essere così com'è piuttosto che una (bella, brutta, alta, basso, magra, robusta che sia) frustrata. E preferisco percepire un buon cuore piuttosto che un comportamento davvero cattivo (Capitan Ovvio, lo so). Spero possiate essere tutti d’accordo con me, almeno chi è riuscito a leggere tutto il mio commento (con tutti i libri che spero abbiate nella vostra lista da cui attingere ogni qual volta abbiate tempo, credo non ci sia il mio commento, ma grazie). Il problema che è sorto in questo caso, che ha mosso lo scontento generale, non è l’episodio in sé (quante ragazzine si azzuffano a suon di insulti ogni giorno sulla vostra Home di Facebook?), ma a mio parere la cosa più grave è che questo episodio sia avvenuto non da parte di una persona comune che si chiede perché le persone debbano rompere le scatole proprio a lei, ma da una donna adulta, una madre (che secondo me è un elemento importante) che volontariamente ogni giorno si pone sotto i riflettori. Sì, lo so che è il suo lavoro, ma il suo lavoro non credo coinvolga anche il continuare a postare la sua vita privata sui Social Network (se si chiama “privata”, penso, un motivo ci sarà, no?). Per poter fare parte del mondo dello spettacolo, oltre ad avere carisma (e non voglio approfondire gli altri ingredienti, né ora mi interessa), bisognerebbe acquisire quella capacità di farsi scivolare addosso le critiche, soprattutto quelle più sciocche e gratuite. Avendo un largo bacino d’utenza che ogni giorno viene martellato fin troppo da queste figure, è più che normale avere qualcuno a cui si piace e qualcuno a cui non si piace (come anche qualcuno a cui si sta proprio antipatici a pelle, come succede anche nella vita). Se i personaggi talentuosi e di spicco per cose davvero importanti nazionali e internazionali si lasciassero abbattere, si irritassero, si mettessero sul piede di guerra o si mettessero ad insultare ogni qual volta andassero incontro a qualche altro essere umano dalle idee differenti, sarebbe la fine. Saremmo tutti un ammasso di bestie pronte a sbranarsi a vicenda. Io non giudico né la ragazza né Belen (e neppure gli altri, sono molto “vivi e lascia vivere”, fate quello che volete della vostra vita), ma mi piacerebbe vivere in un mondo migliore. Lo so, è assurdo scriverlo qui sotto, ma secondo me, anche se queste forse saranno solo parole lanciate nel vento, bisogna partire dalle piccole cose, dai comportamenti di tutti i giorni, da una parola gentile detta alla persona giusta nel momento giusto. Miglioreremo la giornata e la vita agli altri e in questo modo lo faremo anche a noi.

Cambiare Idea

Non è ancora accaduto niente.
Nulla che mi facesse ricredere delle mie convinzioni.
Di quelle sull'amore.
Di quelle sui rapporti, in generale.
Non è giunto ancora nessuno.
Nonostante le belle parole.
Nonostante annunciasse la più buona volontà.
Nessuno che mi abbia fatto cambiare idea.
Forse è troppo difficile, ormai.
Forse certe idee si sono radicate troppo in me.
Fin troppo bene nella mia testa.
Oscurando, forse, la visione della realtà.
Forse non è ancora arrivata la persona giusta.
Quella non armata di solo di belle promesse.
Quella armata di intenzioni vere.
Ma forse non servirebbe a niente.
È triste dirlo.
Ma forse, semplicemente, è il mondo che gira così.

Forse sono gli altri troppo ciechi per vederlo.
Troppo timorosi per ammetterlo.

Sei Migliore Di Quanto Pensi


Io sono una scheggia 
in questo castello di vetro.

Sembrano Tutti Così Felici



Mi guardo intorno.
Sembrano tutti così felici.
Solo dentro di me vedo un'ombra.
Qualcosa che mi blocca.
Mi blocca dall'essere felice.
E vuole coprire la mia luce.
Ma non glielo permetterò.

Stronzo

Sei uno stronzo!
Specialmente quando specifichi che "non è per fare lo stronzo".
Forse perché ti senti giustificato...
Tipo: "Ehi, io ti ho avvisata!"

Palude

Non è un segreto che la terra sia una palude senza di te.

Non Lo Fare

Ti prego, non lo fare.
Non presentarti come un angelo.
Come il cavaliere pronto a salvarmi.
Non se non sai salvare nemmeno te stesso.
Non se sono solo parole.
Non se poi, alla prima difficoltà intendi usare l'uscita di emergenza per fuggire più velocemente.
Non se dici di volere il mio cuore per custodirlo e guarirlo da ogni male e poi balli sopra i suoi frammenti.
Non chiedermi fiducia.
Non convincermi di farlo se poi intendi tradirla.
Io sono qui.
Davanti a te.
In tutta la mia fragilità.
Non prendere in mano questa bambolina di ceramica solo per giocarci se poi vuoi ridurla in cocci.

Amore Per Me

Forse alcuni, quelli curiosi, leggiucchiando qua e là si chiederanno: come stanno le cose?
Com'è davvero la situazione?
Chi soffre per chi.
E perché.
La verità è che non si sa.
Non lo so neanche io.
Perché un giorno tutto e luce.
L'altro è buio.
Perché le cose cambiano se il mio ragazzo mi lascia.
Ma se lo fa per forze maggiori.
Soffrendo.
Piangendo.
E cambiano se un amico, uno di quelli sincero, mi chiede un bacio per attivare qualcosa in me.
Quando io, stanca della vita o, più che altro, delle relazioni vorrei solo scappare.
Fuggire.
Lontana.
Rintanarmi nel mio mondo.
Smettere di tremare.
Per lui.
Che no, non tornerà.
Per lui.
Che sì, ancora aspetto.
Nonostante le sue parole sono delle più chiare.
Andare avanti.
Ecco cosa dovrei fare.
Girare pagina.
Anzi, chiudere il libro.
Iniziarne uno nuovo.
Fatto di amore e parole gentili.
Amore per me stessa.
Ecco tutto.
È ciò che devo imparare.
È ciò di cui ho bisogno.

Tutto Inutile


Per te ho affrontato mille difficoltà.
Mi sono messa contro tutto e tutti.
Ho litigato con persone importanti, continuamente.
E lo rifarei altre cento, mille volte.
Ma è stato tutto inutile.

Non Ce La Faccio Più A Rialzarmi

Non ce la faccio a rialzarmi.
Sono caduta così tante volte 
che ormai non ne ho più la forza.

Difetti

Sei pigro, un perditempo.
Ti dimentichi ogni cosa.
Sei testardo come un mulo.
Non hai senso dell'orientamento.
Nessun gusto nel vestire.
Sei pieno di difetti.
E io, dei tuoi difetti, non riesco 
proprio a farne a meno.

____________________ Pensieri più letti della settimana ____________________

_____ Da che parte del mondo arrivano coloro che partecipano a questi pensieri? _____

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