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Brava

Mi sono sempre distinta per bravura a scuola, non per popolarità simpatia o sex appeal.
Sono arrivata in prima elementare che sapevo già scrivere e leggere in stampatello maiuscolo e minuscolo.
Ero più avanti degli altri bambini e ne andavo fiera, non da diventare snob, ma dentro di me forse un po’ lo ero.

Crescendo ho capito che non era normale avere la maestra che ci metteva le mani addosso, ma allora, essendo il primo approccio al mondo scolastico, sembrava normale.
Capelli tinti rosso fuoco, naso adunco come quello di una strega, mani lunghe, magre, affusolate che colpivano i miei compagni ogni volta che facevano qualcosa che non andava.
Io sono sempre stata una brava bambina e non le ho mai dato motivo di colpirmi fino a un giorno, l’unico in cui anche io sono stata colpita dietro la nuca da un suo colpo.
Mi aveva poi chiesto scusa in quanto mi ha spiegato che mi ha colpito in quanto innervosita da il comportamento di un altro bambino e, per non prendersela solo con lui, quando ha letto sul mio quaderno una parola scritta con una doppia sbagliata è impazzita e mi ha colpita.
Risultati immagini per bambina sgridata tumblr
Io, sempre stata estremamente sensibile, ci sono rimasta estremamente male, ferita nel profondo.
A ferirmi probabilmente non è stato solo il colpo arrivato da dietro all’improvviso, ma tutto quello che c’era dietro e le urla che mi sono arrivate addosso.
Ho sempre odiato essere sgridata, ho sempre odiato quando qualcuno mi urla addosso.
Forse è un problema mio, del mio cervello, forse quell’episodio è stato di aiuto in questa cosa, ma ho sempre avuto problemi con le doppie. Per quanto possano dire che si sente recitando le parole ad alta voce, io non ho mai sentito una differenza di pronuncia così palese nelle parole con le doppie meno usate nella vita di tutti i giorni (e anche su quelle, ogni tanto, assale qualche dubbio).

La maestra di Matematica, invece, era una specie di folletto, o almeno così mi è sembrata le ultime volte che l’ho vista su un autobus molti anni dopo. Con i capelli corti e neri, una corporatura esile anche per la sua bassa statura (sembra una prerogativa delle insegnanti delle scuole di primo grado essere basse, o sbaglio?), aveva ben poco di femminile. C
he io abbia saputo non aveva figli, però aveva tutti noi, suoi studenti, e con lei ho iniziato, credo, a dare libero sfogo alla mia fantasia in quanto si occupava di farci fare anche tutti quei lavoretti che di solito i bambini portano a casa durante le feste.
Risultati immagini per bambina dipinge tumblr
La mia vena artistica si è presentata in prima elementare quando ho partecipato a un concorso scolastico di pittura.
Non mi ricordo se c’era un tema di fondo o era a tema libero.
Avevo disegnato un acquario o uno stralcio di vita marina.
Acqua che scorreva con le sue sfumature più chiare o più scure e tanti pesciolini che nuotavano felici nella corrente.
Ovviamente il disegno era grezzo, semplice, il disegno di una bambina di sei anni, ma tanto era piaciuto ai giudici che avevo vinto il primo premio di quel concorso portandomi a casa un paio di pattini a quattro rotelle e, mi sembra, la cassetta VHS dei Pokemon.

Il giorno in cui ho imparato a volare


Ho passato tutta la mia vita a cercare disperatamente la felicità.
E forse è stato proprio questo il problema.
Fin da piccola ero fissata con il fatto che tutti dovevano essere felici e soffrivo enormemente nel vedere qualcuno triste.
Mi hanno etichettata come emotiva, sensibile, fragile, e con queste etichette sono cresciuta.
All’età di 5 anni, mi hanno raccontato, avevo passato due ore sul ciglio di una strada dove c’era un piccione morto, travolto probabilmente qualche decina di minuti prima da qualche macchina.
Mi ero impuntata sul fatto che avrebbero dovuto chiamare un’ambulanza. Non mi sono mossa da lì fino a quando, mentendomi, mia madre mi ha assicurato che sarebbe arrivata da un momento all’altro, ma noi saremmo dovute andare via prima così che avrebbero potuto salvare l’animale.
Io acconsentii smettendola di piangere per quell’animale che aveva lasciato questo mondo molto prima di incontrarmi.
Immagine correlata
Iniziata la scuola le mie etichette mi sono incominciate a pesare come macigni, come il mondo sulle spalle di Atlante.
Troppo sensibile ai soprusi, troppo sensibile per una parola di troppo, per una critica, divenni ben presto la vittima ideale per i giovani bulli.
Come un bersaglio dal centro grande come un transatlantico, riuscivano sempre a beccarmi nel profondo.
Ho perso il conto di quante volte sono sparita dalla classe e mi hanno ritrovata rinchiusa in un bagno a piangere.
Tante lacrime accarezzavano le mie guance quante sono le gocce nel mare.
Cosa c’era di sbagliato in me?
Ancora non l’ho capito.
Ed inutili le dolci parole delle maestre e di mia madre quando mi dicevano che il problema erano loro e non io.
Ma perché a me?
Questi pensieri non mi hanno mai lasciata, neanche ora che sono protesa sulla città con il vento mi ferisce il viso e le lacrime che si confondono nella pioggia.

Mi Pento


Mi pento di averti voluto accanto.
Mi pento di averci messo me stessa per questo.
Mi pento del tempo che per te ho investito.
Mi pento delle energie impiegate per ciò che avrebbe potuto essere un "noi".
Mi pento per essermi lasciata andare.
Mi pento di avere aperto il mio cuore.
Mi pento di essermelo fatta spezzare già una volta da te.
Mi pento di startelo permettendo ancora.
Mi pento della fiducia che una volta tornato ti ho dato.
Mi pento del poco amore verso me stessa che ho quando ci sei tu.
Mi pento per la mancanza di rispetto nei tuoi piccoli gesti.
Mi pento di avere pensato a cosa regalarti per le nostre occasioni importanti che non verranno mai.
Mi pento per averti preparato qualche pensiero che non è mai finito tra le tue mani.
Mi pento di avere cercato di aiutarti a superare le tue grandi difficoltà.
Mi pento di ogni lettera sprecata nello scriverti un messaggio.
Mi pento di ogni minuto perso aspettando una tua risposta.
Mi pento della suola consumata durante le passeggiate con te.
Mi pento di tutti i pomeriggi passati al parco.
Mi pento delle labbra rosse dopo i nostri baci.
Mi pento dei brividi provati con il tuo tocco.
Mi pento di averti morso con passione.
Mi pento per tutte le volte che ho perso le mie dita tra i tuoi capelli.
Mi pento di averci creduto ancora una volta.
Mi pento di averci sperato fino alla fine.
Mi pento di avere ascoltato le tue giustificazioni.
Mi pento dell'avere cercato di capire i tuoi problemi.
Mi pento per avere creduto che tutto si potesse risolvere.
Mi pento di essermi fidata delle tue parole.
Mi pento di averti aspettato ogni volta che sparivi.
Mi pento di essere rimasta in sospeso con il tuo pensiero.
Mi pento ancora una volta per avere pensato che l'amore, il mio, potesse bastare.
Mi pento di ogni singola lacrima versata per te, da quando eravamo ragazzini.
Mi pento di te.

Mi Hai Fatto Male

Mi hai fatto male?
Sì.
Molto.
Non immagini neanche.

Quando mi hai fatto male?
Quando stavamo insieme.
Quando mi aspettavo qualcosa che non arrivava.
Quando mi hai tradita nonostante avessi fiducia in te e difendevo questa cosa e la nostra relazione a spada tratta.
Quando mi hai promesso che avresti recuperato e poi non l'hai fatto.
Quando i giorni passavano lentamente e io continuavo a sentire forte la tua assenza.
Quando non mi sentivo desiderata davvero.
Quando temevo di essere me stessa.
Quando mi sentivo limitata anche nel dare e che ogni sforzo per fare qualcosa di più fosse spazzato dal vento.
Quando per ogni cosa ne risentiva il mio umore e mi ritrovavo a chiedermi se non fosse tutto troppo precario.
Quando le tue parole più che apprezzare sembravano disprezzare.
Quando mi sentivo l'ultimo pensiero di una persona che pensavo avrebbe dovuto tenerci a me.
Quando mi sentivo in una relazione a senso unico e più che a viverla mi sono ritrovata a sopravvivere.

Quando mi sono fatta male da sola?
Quando non sono riuscita a lasciarti andare nonostante fosse il momento.
Quando ho trascinato le cose nonostante facessero più male che bene.
Quando ho cercato di farmi lasciare e lasciarti più volte senza mai riuscirci.
Quando vivevo come un fallimento la fine di una relazione ancora così giovane.
Quando mi aggrappavo a ogni raggio di sole, a ogni bella parola, a ogni dolce pensiero in ogni giornata buia e fredda.
Quando pretendevo che uno sguardo e un sorriso potesse cancellare tutto il resto.
Quando cercavo di colmare in altri modi l'assenza.
Quando credevo che, volendolo davvero, tutto si potesse risolvere.
Quando pensavo che avrei sofferto di più senza di te.
Quando ho inconsciamente deciso di abituarmi alla sofferenza tanto da non farci più caso.

Avendo distribuito tutta questa sofferenza nell'arco di quasi un anno, credo di avere "imparato" anche un po' a soffrire.
E mentre prima mi distruggeva soltanto, ora, passato il momento peggiore, gli permetto di ricostruirmi.
Di costruire una nuova versione di me stessa.
Forse non una me migliore, ma probabilmente una me più forte.
E credo anche meno Drama Queen, ahaha.

Ma per tutti questi motivi, nonostante tutto, io non voglio perdere la mia umanità, la mia passione, la mia capacità di soffrire, la mia capacità di amare davvero.
Neanche per un secondo.

Da ogni cosa possiamo imparare, no?
Basta saperla vedere dal giusto punto di vista.

In un certo senso ora credo di riuscire a godermi maggiormente ogni piccola cosa, ogni piccolo gesto, gentilezza, pensiero, considerazione delle persone che ho accanto a me nella vita non dando più niente per scontato.

Quando Ero Piccola

Quando ero piccola non avevo fretta di crescere.
Sì, insomma, non è che adoravo il fatto di essere sempre dipendente da qualcuno in tutto e per tutto, anzi.
Ma, diciamo, ho sempre visto il lato positivo della cosa.
Ok, non potevo fare esattamente ciò che volevo, ma i vantaggi che avevo erano di gran lunga migliori.
Tutta la protezione da tutto e da tutti.
Non dovermela cavare da sola.
Mai.

Quando ero piccola non avevo fretta di innamorarmi.
Sì, insomma, ero curiosa di sapere cosa si provava ad essere in due.
Ma, diciamo, ho sempre pensato che ci sarebbe stato tempo.
Tutto il tempo per poter capire cosa fosse l’amore.
Poterlo sentire, dare e ricevere.
Sempre.

Quando ero piccola pensavo di essere il centro del mondo.
Sì, insomma, del mio piccolo mondo fatto da parenti e amici.
Ma, diciamo, ho capito che le cose non vanno proprio così.
Tutti sono protagonisti della propria vita.
E nessuno la metterà mai in secondo piano per te.
Mai.

Quando ero piccola pensavo esistesse il principe azzurro.
Sì, insomma, un’unica persona che si ama in tutta la vita, per sempre.
Ma, diciamo, ben presto ho capito che non funziona più così.
Tutto questo succede solo nelle favole.
Nella vita bisogna continuare a cercare.
Sempre.

Quando ero piccola ero una piccola illusa.
Sì, insomma, ero una bambina un po’ ingenua.
Ma, diciamo, quando ho deciso di crescere l’ho fatto.
Tutto insieme, senza mezze misure.

Il Modo Di Concepire L'Amore

Conoscevo soltanto un modo di vedere, un modo di vivere l'amore.
Pensavo che quello fosse l'unico modo, il modo giusto.
Invece, così come bisogna strappare un cerotto, così, all'improvviso, ho dovuto capire che mi ero sempre sbagliata.
Ci sono innumerevoli modi per amare.
C'è chi ama con dolci pensieri e parole.
C'è chi ama con più fisicità.
C'è chi ama lasciando parlare i fatti.
C'è chi ama prendendosi per mano.
C'è chi ama soltanto nell'intimità.
Non c'è un giusto o un sbagliato.
E un amore non è più forte di un altro.
Sono semplicemente diversi.
Però ho capito anche un'altra cosa.
Per stare insieme non basta l'amore.
Non c'è una ricetta universale.
Non ci sono segreti validi per tutti.
Il mio pensiero è che ognuno ha il proprio modo di amare.
Un modo forgiato dalle esperienze, dagli esempi, dal carattere, dalla società.
E, per stare bene, per non soffrire per un messaggio in meno o uno di troppo, per avere ritmi e bisogni che non costringano l'altro a soffrirne o soffrirne in prima persona, per non avere più fraintendimenti che sorrisi, forse bisogna condividere questo sentimento così forte, così potente che può distruggere come costruire, con una persona che possa senza problemi accogliere e condividere il proprio modo di amare.
Può capitare di incrociare nella propria vita una persona da amare, ma con la quale, nonostante il sentimento sia equamente ricambiato, non può esserci davvero una storia.
Per una storia non bisogna rinunciare a noi stessi.
Non dico di non cambiare, di non crescere, di non ricambiare, ma credo soltanto che bisognerebbe, per il proprio bene, rimanere fedeli a se stessi.
Violentare la propria mente nel fare qualcosa puramente per il piacere dell'altro non porta a un rapporto sano.
Non è necessario essere uguali, anzi, ben vengano le proprie passioni e i propri spazi, ma su determinate cose le differenze sono incolmabili.
Riguardo i progetti di vita, ad esempio.
Riguardo al modo di vivere l'amore.

Accetto Il Rischio

Ho passato anni della mia vita a tenermi tutto dentro e a non potere/volere raccontare niente a nessuno. È stata una scelta inconscia, forse spinta da precedenti esperienze, da precedenti delusioni.
Dicono che ogni persona che entra nella tua vita ti lasci qualcosa, ti cambi, ti faccia crescere, maturare, in qualche modo migliorare. Io negli ultimi anni non mi sono sentita migliorata, anzi.
Non sono mai stata una ragazza particolarmente da "vida loca", anzi, la maggior parte delle mie serate in adolescenza finivano a giocare a qualche Gioco di Ruolo, nel vedere qualche film o semplicemente nel chiacchierare sotto casa. E così sono state la maggior parte delle persone di cui mi sono circondata.
Negli ultimi anni, invece, ho voluto assaggiare il gusto della vita e ho iniziato a viaggiare da sola, zaino in spalla, ad immergermi in innumerevoli esperienze, corsi, attività che in qualche modo potessero arricchirmi molte delle quali continuo a portare avanti negli anni. Mi sono inebriata di vita. Ho conosciuto tante persone, di qualsiasi genere, tipo, ceto, scolarità, mentalità, etc., ma nessuna di queste riusciva a conoscermi davvero. All'inizio vedevo la colpa come un fattore esterno e ci stavo male, ma in un secondo momento ho capito che era il mio modo di affrontare le cose, di rapportarmi con le persone, di vivere e questo mi ha suggerito il fatto che, se c'è qualcosa che non va, sono io che ho il potere di decidere come prendere questa cosa e, se possibile, cambiarla (almeno per come viverla e non soffrirci più).
Ho imparato che aprirsi spesso è la cosa migliore che puoi fare, spesso può essere anche la soluzione a molte questioni. Ultimamente sono riuscita ad aprirmi anche con mia madre, cosa che non accadeva da tempo immemore visto che è capitato più volte che usasse le mie debolezze nei momenti peggiori. Ho accettato il rischio di sentirmi dire qualcosa di cattivo quando si arrabbierà, ma fa parte del gioco e il gioco vale la candela. È inutile vivere sotto una campana di vetro. È inevitabile che ci siano alti e bassi, cose belle, cose meno belle. Tutto sta ad affrontarle e sapere come prenderle. Ormai la conosco e so che ogni tanto potrebbe partirle l'embolo, ma sicuramente è una persona che mi vuole davvero bene e vuole il mio bene sopra a tutto. Quando ho bisogno c'è stata, c'è e ci sarà finché saremo entrambe qui su questa terra. La scorsa notte, ormai mattina, mi sono addormentata abbracciata a lei mentre siamo state su a parlare tutta la notte. Fino a poco tempo fa non avrei mai pensato di potere fare questi passi da gigante (almeno per quello che pensavo di essere diventata). Non riuscivo a fidarmi neanche di mia madre e accumulando le cose andava sempre a finire che sbottavo per stronzate. Raccontando e raccontandomi a tempo debito, oltre a cercare di alleviare il peso sul petto, credo che ci sia stato un salto di qualità. Uno pensa di avere imparato e maturato determinate cose nel corso della propria vita, ma è incredibile come poche cose siano in grado di farti mettere in discussione e insegnarti qualcosa. Non si è mai arrivati e, anche in famiglia, con le persone con cui si convive da una vita, c'è sempre modo di migliorare le cose, anche quelle per cui non riuscivo a vedere via di uscita. Se prima, dopo un periodo di vani piatti volanti, ero più sul cercare di imparare ad accettare le cose così come sono e sopportarle nel frattempo che le mie ali non saranno abbastanza forti da farmi spiccare il volo, ho capito che anche loro, a modo loro, vorrebbero migliorare la situazione a casa che non è delle migliori, ma mettendo insieme le forze e remando insieme verso lo stesso obiettivo, anche la nostra barca potrà navigare in serenità. Sono stata chiusa in una gabbia dorata e ora volare è faticoso e a volte fa male, ma so soltanto che provarci, comunque vada, ne varrà la pena.
Per quanto nella vita sia importante capire cosa si vuole, trovo fondamentale capire anche cosa non fa per noi. Le persone continuano e continueranno ad entrare e uscire dalla nostra vita come noi faremo lo stesso nelle loro. È il normale ciclo della vita e, in fondo, lo sappiamo che è giusto così. Siamo esseri umani, siamo in continuo cambiamento e, chi consciamente, chi inconsciamente, sempre in cerca di nuovi stimoli.
Per quanto non sia facile per tutti ammetterlo, la persona più importante della tua vita sei tu.
In fondo, le gabbie sono nella nostra testa e sta a noi decidere quando volare.
Non so se questo mio flusso di coscienza random ispirata dalla fioca luce della luna possa in qualche modo essere di qualche spunto o utilità per qualcuno, ma se anche solo una mia parola riuscisse ad arrivare al cuore di qualcuno di voi, magari in un momento non facile, allora ne sarà valsa la pena. Altrimenti, semplicemente, avrà fatto bene a me e al mio volere imparare ad aprirmi nuovamente con le persone.
Accetto il rischio, e voi?

Cosa Accadrà?



Auguri!
Auguri non solo per l'inizio del nuovo anno. 
Oggi sembra essere visto da molti come l'inizio di una nuova vita, ma una nuova vita può iniziare ogni giorno.
Ogni volta che decidete di iniziare ad andare a correre, di andare in palestra, di iniziare la dieta senza rimandarla al successivo Lunedì, ogni volta che decidete di darci un taglio, che sia alla chioma o a qualche malsana abitudine, la volta che conoscete qualcuno che rimarrà nella vostra vita per sempre…

Auguri per tutte le vostre avventure, dalle più piccole a quelle più grandi. 
Prendete l'inizio di un nuovo anno come l'occasione di prendere il coraggio per affrontare nuove sfide.

Considerate i festeggiamenti come una scusa in più per passare del tempo con le persone a cui si tiene, la scusa per fermarsi un momento, guardarsi indietro, realizzare tutto ciò che si è riusciti a realizzare negli ultimi mesi e quanto questo tempo abbia aiutato a crescere, ma anche l'occasione per guardare al futuro, per pensare ai propri obiettivi, a cosa migliorare della propria vita.
È l'occasione per fare i conti con se stessi e con chi si ha intorno. 
Vi auguro di avere il coraggio di tagliare via i "rami secchi" così da dare nuova linfa ai germogli, anche ai più piccoli che, con le giuste cure, possono sbocciare. 
Se una persona entra e rimane nella nostra vita è perché dà qualcosa, che siano emozioni, esperienze, anche "solo" un sorriso. 
E, spero, in qualche modo di essere stata almeno una volta il vostro "sorriso".

Cosa accadrà nel prossimo anno?
Nessuno può saperlo, ma vi auguro di viverlo serenamente e di affrontare nel modo migliore tutto ciò che si presenterà!

Happy Anyway

Cyberbullismo

Una madre che risponde male a una ragazza è atroce. Le auguro che non succeda, ma vorrei proprio vedere se un domani suo figlio fosse vittima di bullismo (perché anche se è soltanto un commento su un Social Network di bullismo si tratta, anzi, per l’esattezza è cyberbullismo) se non le roderà. Beh, temo che più che vittima, se uno cresce con questi valori, è più probabile diventi carnefice. Io un domani vorrei vedere dei ragazzini venire su con veri valori, non con il mito della bellezza. E questo mi ha fatto tornare in mente il programma televisivo “altamente culturale” in cui c’era una, forse proprio Belen, che consigliava di conquistare i ragazzi facendo le scemette, se non sbaglio. Io vorrei vedere un mondo dove le ragazze decidano di non volere un ragazzo se queste sono le motivazioni della scelta. Vorrei vedere ragazzini che siano stimolati continuamente psicologicamente e non vogliano la donna oggetto, perché in questo modo di queste cose si tratterebbe, ma ne vogliano trovare una da custodire al proprio fianco con cui discutere di cose serie e ridere insieme di quelle frivole. La giovinezza e la bellezza passano e vanno, è la bellezza che c'è dentro quella che dovrebbe contare davvero. Io non ho mai avuto niente da ridire mai contro Belen, figuratevi, non mi è mai interessato niente di ciò che faceva o non faceva, non ne ho neanche la minima idea, ma questo bullismo di cui ho sentito (e letto) non è accettabile da qualunque persona sia uscita dalle scuole medie. È anche abbastanza ovvio che se uno ha tempo di passare la propria vita in palestra e fa del mantenersi in forma praticamente un lavoro, può entrare in tutti i vestiti che vuole (tralasciando il fatto che comunque di solito sono fatti su misura). Sarebbe preoccupante se dopo tutti gli sforzi, la fatica e il tempo della propria vita usato in questa maniera non si vedessero i risultati, no? Siamo nel 2014 e facciamo tanto le belle facce nel sostenere i diritti degli omosessuali (giustamente), ma giudichiamo qualcuno per il proprio peso, per la propria corporatura. Molti personaggi che al momento, dandosi i turni di celebrità, cavalcano l’onda dello show business l’unico peso che hanno e che vogliono avere è quello sull’intrattenimento televisivo (che poi, davvero, c’è ancora chi guarda determinati programmi? Io non conosco nessuno che lo faccia, a parte mia nonna, ma lei la televisione la tiene accesa per tenersi compagnia quando il resto della famiglia è a scuola, all’Università o al lavoro). Al posto di voler a tutti i costi rispecchiare la figura leggera e frivola che tutti sembrano voler affibbiare a queste persone, perché queste non prendono il coraggio di usare il potere mediatico che hanno, finché lo hanno, per qualcosa di buono e davvero importante nella vita. Certo, è più facile parlare di vestiti e di “selfie” (per me non lo sarebbe, ma avete capito il punto, spero), ma se io riuscissi a far arrivare a grandi quantità di persone un messaggio, di certo non sarebbe quello di “che cosa indosso oggi”, sarebbe davvero deprimente per me (poi ognuno ha le proprie priorità). Badate bene, io non voglio assolutamente giudicare nessuno e non voglio nemmeno creare alcun tipo di flame, non ne ho alcun interesse a ne ho già avuto abbastanza ogni qual volta che spunta questa foto da qualche parte, ma vorrei soltanto, nel mio piccolo, che chiunque, da chi ha più visibilità a chi ne ha meno, pensasse maggiormente a cosa dice o scrive, soprattutto quando decide di giudicare o insultare qualcun altro. Non potete sapere chi avete dall’altra parte. E non mi riferisco soltanto al commento di Belen riguardo a quella ragazza (anche se, a mio parere, per far scaldare tanto una persona di solito significa che si ha colpito nel segno, ma queste sono mie congetture, essendo esterna a ogni faccenda). In questo mondo il bullismo è all’ordine del giorno ed è orribile come ogni giorno tutti noi siamo testimoni di episodi del genere e spesso, magari per nostra debolezza nel non voler essere coinvolti, non agiamo e non interveniamo. È vero che un mondo senza bullismo è un’utopia, ma se partissimo tutti dalle piccole cose, almeno chi è in grado di ragionare con una propria testa, quanti episodi in meno ci sarebbero, quante persone in meno verrebbero ferite, quanti persone sarebbero più felici un domani. Il bullismo ferisce oggi, ma sono ferite che ti rimangono dentro (altrimenti non si tratterebbe nemmeno di bullismo, nel caso l’altra parte non fosse toccata e non ne soffrisse). Comunque ci sono ragazze e ragazzi che vivono una vita tra le continue sofferenze a causa di problemi alimentari e questo, purtroppo, non fa loro raggiungere la felicità. Preferirei dieci, cento, mille volte vedere una ragazza felice di essere così com'è piuttosto che una (bella, brutta, alta, basso, magra, robusta che sia) frustrata. E preferisco percepire un buon cuore piuttosto che un comportamento davvero cattivo (Capitan Ovvio, lo so). Spero possiate essere tutti d’accordo con me, almeno chi è riuscito a leggere tutto il mio commento (con tutti i libri che spero abbiate nella vostra lista da cui attingere ogni qual volta abbiate tempo, credo non ci sia il mio commento, ma grazie). Il problema che è sorto in questo caso, che ha mosso lo scontento generale, non è l’episodio in sé (quante ragazzine si azzuffano a suon di insulti ogni giorno sulla vostra Home di Facebook?), ma a mio parere la cosa più grave è che questo episodio sia avvenuto non da parte di una persona comune che si chiede perché le persone debbano rompere le scatole proprio a lei, ma da una donna adulta, una madre (che secondo me è un elemento importante) che volontariamente ogni giorno si pone sotto i riflettori. Sì, lo so che è il suo lavoro, ma il suo lavoro non credo coinvolga anche il continuare a postare la sua vita privata sui Social Network (se si chiama “privata”, penso, un motivo ci sarà, no?). Per poter fare parte del mondo dello spettacolo, oltre ad avere carisma (e non voglio approfondire gli altri ingredienti, né ora mi interessa), bisognerebbe acquisire quella capacità di farsi scivolare addosso le critiche, soprattutto quelle più sciocche e gratuite. Avendo un largo bacino d’utenza che ogni giorno viene martellato fin troppo da queste figure, è più che normale avere qualcuno a cui si piace e qualcuno a cui non si piace (come anche qualcuno a cui si sta proprio antipatici a pelle, come succede anche nella vita). Se i personaggi talentuosi e di spicco per cose davvero importanti nazionali e internazionali si lasciassero abbattere, si irritassero, si mettessero sul piede di guerra o si mettessero ad insultare ogni qual volta andassero incontro a qualche altro essere umano dalle idee differenti, sarebbe la fine. Saremmo tutti un ammasso di bestie pronte a sbranarsi a vicenda. Io non giudico né la ragazza né Belen (e neppure gli altri, sono molto “vivi e lascia vivere”, fate quello che volete della vostra vita), ma mi piacerebbe vivere in un mondo migliore. Lo so, è assurdo scriverlo qui sotto, ma secondo me, anche se queste forse saranno solo parole lanciate nel vento, bisogna partire dalle piccole cose, dai comportamenti di tutti i giorni, da una parola gentile detta alla persona giusta nel momento giusto. Miglioreremo la giornata e la vita agli altri e in questo modo lo faremo anche a noi.

Il Corpo Delle Donne (Documentario)

Documentario. Da un'idea di Lorella Zanardo e Marco Malfi Chindemi.
Regia di Lorella Zanardo, Marco Malfi Chindemi e Cesare Cantù.

Il Corpo Delle Donne

"...è il titolo del nostro documentario di 25′ sull'uso del corpo della donna in tv. Siamo partiti da un'urgenza. La constatazione che le donne, le donne vere, stiano scomparendo dalla tv e che siano state sostituite da una rappresentazione grottesca, volgare e umiliante. La perdita ci è parsa enorme: la cancellazione dell'identità delle donne sta avvenendo sotto lo sguardo di tutti ma ..."

Sono Un Libro

Io sono un libro.
Un libro già iniziando, ma che non ha ancora scoperto la sua trama.
Una trama che si tesse giorno per giorno.
Sono un libro romantico.
Un libro comico.
A volte malinconico.
Sono un libro che racconta una storia.
La mia storia.
Un romanzo di cui ho scoperto non poter strappare le pagine.
Un racconto da cui, ho capito, potrò imparare tanto.

Giocare All'Amore

Sembra divertente, giocare all'amore.
Fingere di sentire dentro la vera passione.
Sentirsi guardata in quel modo.
Fissare l’altro in quel modo.
Per un momento.
Intensamente.
Senza pensieri.
Senza badare a niente.
Bisogna concentrare.
Tutto in quel momento.
È scena.
Non è una storia vera.
Sul palcoscenico.
Sembra tutto più grandioso.
Non ti preoccupa niente.

Tutto inizia e si consuma lì.
Sotto quelle luci.

Sei Migliore Di Quanto Pensi


Ricordandomi Un Sogno

Un paio di notti fa mi sono svegliata ricordandomi un sogno.
Strano per me.
Non me ne ricordo mai mezzo.
Più che un sogno è stato un flash.
Durato un istante.
Tutto ciò che mi ricordo è che c’eri tu.
Eri girato, in cucina.
Non so che cucina fosse.
Non una che conosco.
Mi pare.
Stavi sistemando delle cose.
Credo fossero dei piatti.
Io stavo venendo verso di te.
Volevo sorprenderti alla schiena.
Per abbracciarti.
Tu, accorgendoti di me, ti stavi girando.
Credo sorridessi.
Io sicuramente.
Lo stavo facendo.
Tu avevi un aspetto sereno.
Stavi lasciando le cose.
Per prendere me.
In quel momento, mentre la me del sogno stava avanzando verso di te per prendersi quell’abbraccio, la mia parte probabilmente cosciente mi ha detto “il messaggio”.
E così mi sono svegliata per mandarti il messaggio del buongiorno.
Quello dei baci.

Vuoi Un Bacio

Vuoi un bacio?

Si inizia sempre da uno.
Ma, se vuoi, te ne darò tanti.
Il primo sulla fronte.
Per farti sentire protetto.

Un secondo sul naso.
Perché?
Tu vuoi il mio?
Allora io, a modo mio, mi prendo il tuo.

Un altro sul collo.
In fondo, è la parte che raggiungerei più facilmente.
Quando siamo uno tra le braccia dell’altra.
Quando le mie mani stringono il tuo corpo.
Quando non sembrano intenzionate a lasciarti andare.
Quando i nostri corpi sono così vicini, finalmente.

Uno sulla guancia.
Perché tengo a te.

L’ultimo sulle labbra.
Perché non so quanto tu l’abbia capito.
Ma te lo mostrerò.

E allontanerò leggermente la testa.
Per poterti osservare bene.
Guardarti dritto negli occhi.
Studiare ogni tuo lineamento.
Ogni tua espressione.
In attesa di un tuo passo.

Volevi il bacio del buongiorno?
Te ne darò in abbondanza, se lo vorrai.

Perché se nella vita si ha bisogno di amore, per quanto mi sembrava impossibile dirlo, so di poterne dare tanto.

Nella Media

11 Ways To Be Unremarkably Average -   Misc

Imagine

Lezione #5

Un giorno, un non vedente era seduto sul gradino di un marciapiede con un cappello ai suoi piedi e un pezzo di cartone con su scritto:
"Sono cieco, aiutatemi per favore".
Un pubblicitario che passava di lì si fermò e notò che vi erano solo alcuni centesimi nel cappello.
Si chinò e versò della moneta, poi, senza chiedere il permesso al cieco, prese il cartone, lo girò e vi scrisse sopra un'altra frase.
Al pomeriggio, il pubblicitario ripassò dal cieco e notò che il suo cappello era pieno di monete e di banconote.
Il non vedente riconobbe il passo dell'uomo e gli domandò se era stato lui che aveva scritto sul suo pezzo di cartone e soprattutto che cosa vi avesse annotato.
Il pubblicitario rispose:
"Nulla che non sia vero, ho solamente riscritto la tua frase in un altro modo".
Sorrise e se ne andò.
Il non vedente non seppe mai che sul suo pezzo di cartone vi era scritto:
"Oggi è primavera e io non posso vederla".

Morale n° 5:
Cambia la tua strategia quando le cose non vanno molto bene e vedrai che poi andrà meglio.

Consumano Te


Ci sono storie che quando 
le racconti si consumano. 
Altre storie invece, consumano te.

____________________ Pensieri più letti della settimana ____________________

_____ Da che parte del mondo arrivano coloro che partecipano a questi pensieri? _____

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