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Lo Faccio Per Me

Oggi, in conclusione di un esame orale durante il quale la mia esposizione ha lasciato a desiderare, un'insegnante, con uno sguardo che mi ha fatto rabbrividire nonostante la calda giornata di Luglio, mi ha chiesto la motivazione per la quale sto frequentando questo corso di laurea. Non l'ha fatto per sentire le motivazioni che mi hanno spinta da due anni a questa parte ad alzarmi presto tutte le mattine per frequentare almeno 8 ore di lezione al giorno, non me l'ha chiesto per sapere cosa provo ogni giorno durante le 7 ore di tirocinio, no. L'ha chiesto, ma non le interessava davvero la risposta. Non c'era una goccia di empatia nel mare dei suoi occhi. Tutto ciò che le importava dirmi era di andarmene per cercare porti più conformi alle mie capacità in quanto le mie capacità di esposizione orale, in sintesi, fanno schifo. Il fuoco della passione che ho sempre messo in questo mio percorso formativo ha traballato, una tempesta, un maremoto, si è scaraventato sulla flebile fiamma e non aveva intenzione di smettere di imperversare. Ogni parola usciva dalla sua bocca come lama affilata dritta nel mio cuore ormai sanguinante. in quel momento, lì davanti a lei, mi sentivo completamente nuda. Ha continuato a raccontarmi di quanto terribile sarebbe la mia vita, di quante angherie dovrei affrontare dai colleghi, dagli utenti con cui avrei a che fare, di quanto sarei una perfetta vittima di mobbing (e al mio appunto su quanto questo sarebbe illegale, mi è stato risposto "provalo") e, in sintesi, di quanto la mia vita farebbe schifo. Le mie orecchie ascoltavano, assorbivano tutto, ma, man mano che le sue parole imperversavano, ho incominciato a filtrare e a ragionare con la ment lucida, mente che era stata annebbiata dalla freddezza delle parole demolitive che mi erano dette. Non mi soffermerò sul fatto che probabilmente quella non era la sede, il luogo e il momento adatto di farmi un discorso su quanto faccia schifo, ma su quanto io abbia le mie motivazioni di stare lì, di averne tutto il sacro santo diritto e di non permettere a nessuno al mondo, nè in quel momento nè mai, di potermi dire cosa devo fare della mia vita, soprattutto se questa persona di me sa soltanto il mio cognome e delle difficoltà che ho nelle esposizioni orali (neanche in tutti i campi e, diciamo che la sua presenza, sempre estremamente giudicante nei confronti di tutti, non aiuta).
Diplomatami al liceo non avevo alcun dubbio sul mio futuro da studentessa universitaria. Non solo per il fatto che con un diploma di liceo scientifico non credo si parta avvantaggiati nel mondo del lavoro, ma anche e soprattutto perché sono consapevole che il mio percorso di crescita non si è ancora concluso e che prima di affacciarmi al mondo del lavoro, al mondo che ancora oggi potrei definire "degli adulti" (nonostante ci siano miei coetanei che lavorano già da molti anni), io abbia bisogno di assorbire dal mondo accademico ancora molto prima di mettermi in pista. Non sono una di quelle persone che sapevano cosa fare della loro vita da quando hanno incominciato a parlare, in realtà non lo sapevo fino all'estate del diploma. Ciò che ho cercato è stato un corso di laurea che potesse darmi tanto. Sì, lo ammetto, non ho scelto un corso di laurea nella facoltà di Medicina e Chirurgia per cambiare il mondo, e neanche per soldi, fama, riconoscimento o qualsiasi altra motivazione che vi possa venire in mente. Io ho scelto questo corso di laurea per me. Le materie degli esami mi sono sembrate varie ed espremamente interessanti, sembravano racchiudere in un unico corso tutto ciò che mi interessa, tutto ciò che voglio approfondire, tutto ciò che sono consapevole possa darmi tanto. Con questo spirito ho iniziato questo percorso e con questo stesso spirito l'ho continuato.
Se per tutto il primo anno ho sostenuto il mio reale interesse per questo percorso, durante il mio primo tirocinio serio, se così posso già definirlo, ho avuto una vocazione. Potrebbe sembrare assurdo e probabilmente esagerato agli occhi dei più, ma così mi sono sentita quando una notte non sono riuscita a dormire a causa dell'ispirazione che quel tirocinio mi ha dato trasformando la mia mente in una fonte di idee. Da lì in avanti non mi sono fermata un attimo entrando persino in associazioni esterne all'università per cercare di iniziare immediatamente a fare qualcosa in questo campo. All'inizio del secondo anno ho delineato la mia tesi di laurea. Ho preso parte a congressi, corsi di formazione, aggiornamento e altro pur di cercare di essere una professionista migliore, di essere una persona migliore. Per quanto ogni mia conoscenza in più potrebbe un giorno giovare a un utente, in questo momento, oggi, questo fa bene a me.
Sento di potere fare la differenza, nel mio piccolo, in questo mondo. Credo che sia una cosa che potenzialmente possiamo fare tutti. Quell'insegnante ha sottolineato come potrei fare un altro lavoro per potere fare qualcosa di buono in questo mondo, non devo per forza fare quello per cui sto studiando. Assolutamente vero, su questo non c'è alcun dubbio. Come professione, lo ammetto, non è una professione che, di base, potrebbe cambiare in meglio davvero il mondo, è una professione di cui, per quanto continuiamo a ripetere e a ripeterci che non sia così, il mondo potrebbe benissimo fare a meno sostituendoci con qualsivoglia professionista formato. O almeno fino a che qualcuno non decida di uscire dagli schemi, di non seguire il percorso tracciato, di aprire la mente, usare la fantasia, guardarsi intorno e sfruttare ciò che il mondo sa offrire per rimandare a questo indietro ciò che gli serve, ciò che può migliorarlo davvero.
Ok, la sostanza della storia è che io dovrei ritirarmi, dovrei abbandonare il percorso di studi che sto affrontando con passione ed entusiasmo, che mi piace e mi stimola perché probabilmente sono insicura e non sono una persona che parla bene? No. Questa è la mia risposta. Mi dispiace per chi probabilmente vorrebbe questo, ma io non mollo. Non è il massimo non sentirsi voluti, affatto, ma io non sto imponendo la mia compagnia, la mia amicizia o qualsiasi altra cosa personale a un'altra persona. Io qui sto mettendo a disposizione le mie capacità, la mia fantasia, le mie passioni, il mio fuoco, per la comunità, ma ancora prima di questo, sto facendo qualcosa di buono per me stessa. Sarebbe assurdo se proprio qui dentro non riuscissero a capirmi. La storia insegna che molte persone hanno avuto difficoltà nella vita, probabilmente più di quelle a cui è andato tutto liscio, ma ciò che ha sempre fatto la differenza e la loro capacità di resilienza. Nella vita ho avuto difficoltà, dalle più importanti a quelle che oggi mi sembrano bazzecole, a volte, lo ammetto, ho avuto voglia di morire (me ne vergogno molto), spesso ho avuto voglia di sparire, di congelare il tempo intorno a me e potere attendere. Ma man mano che quell'insegnante parlava mi sono resa conto che, ehi, io sono ancora qui. Credo mi sia scappato un sorriso. Se mi deve bocciare a quest'esame, lo faccia. Le ho spiegato che se non l'avessi passato oggi, sarei tornata la prossima volta. A questa mia risposta ha cercato di rincarare la dose, cercando di abbattermi, scoraggiarmi, eliminarmi. I colpi li ho accusati, ma dentro di me pensavo: cosa voglio fare della mia vita? Io vedo questo nella mia vita e non in questo momento non ho la minima intenzione di cambiare idea tanto che appena torno a casa, dopo un po' di meritato riposo (perché sì, tutti meritano di riposare), mi rimetto a studiare per il prossimo esame.
Io quando mi sentirò adulta non vorrò essere un'impeccabile e fredda persona giudicante, dalla parlantina perfetta, ma che non trasmette niente. Io voglio essere una persona che, sì, avrà delle capacità dialettiche superiori alle mie attuali, ma che possa essere empatica e sappia fare ciò che farà con la passione che ora io metto in tutto ciò che faccio. Non voglio perdere il fuoco dentro di me. Il mondo andrebbe avanti anche senza il mio contributo, ne sono sicura, ma perché non dare al mondo ciò che sia ha e prendere da questo tutto ciò che ha da offrirci? Nessuno da niente per niente e per quanto io voglia dare qualcosa al mondo, pretendo che questo in cambio mi faccia crescere, maturare e mi insegni sempre nuove cose grazie alle esperienze.
La motivazione per cui sto frequentando questo corso di laurea, il motivo per cui sto continuando questo percorso è perché io ogni mattina mi sveglio e scelgo lui. non c'è giorno che abbia pensato, neanche per un momento, che questa fosse stata una scelta sbagliata, che ci potesse essere qualcos'altro là fuori maggiormente adatto a me. E' come essere innamorati, anzi, è come amare davvero. Per quanto tu sia consapevole che questo non sia l'unico percorso che potrebbe essere fatto per te, per la tua persona, per le tue caratteristiche, capacità e passioni, i tuoi occhi, la tua mente, il tuo cuore sono solo per questo e non importa quanto un altro percorso possa offrire orari migliori, sedi migliori, organizzazione migliore, un lavoro migliore, tu scegli lui. Io oggi posso avere delle difficoltà, come possono essercene nelle coppie, ma allo stesso modo, nel modo in cui si affronta una discussione con la persona che si ama, io affronterò le mie difficoltà uscendone più forte e migliore.
Credo che il percorso che sto facendo non sia soltanto un percorso volto a formare dei professionisti, come dicono. Questo è il fine ufficiale, ok, ma la cosa è più grande di quella che sembra, più grande di quanto molti possano vedere. Forse ci metterò un anno in più a raggiungere un determinato livello di crescita personale e professionale. Sicuramente non perderò un anno. Un anno perso è un anno da cui capisci di non avere tratto niente, di non avere imparato, di non essere cresciuto, di essere nello stesso punto di quando sei partito. E invece no, io non perderò neanche un secondo della mia vita. Dicono che, essendo giovani, abbiamo tanto tempo, tante possibilità, ma io non voglio perderne neanche una. Per quanto possa essermi sentita abbattuta in quel momento, forse depressa, mi ci è voluto poco per capir che, no, io non ci sto, io non darò ragione a chi non crede in me, io sono determinata, forse testarda, ma forse è proprio per questo che ci riuscirò.

Stronzo

Sei uno stronzo!
Specialmente quando specifichi che "non è per fare lo stronzo".
Forse perché ti senti giustificato...
Tipo: "Ehi, io ti ho avvisata!"

Questo Non È Amore

Sentire il peso, la fatica di incontrarci.
Aver fastidio delle piccole cose.
Dimenticarsele.
Non aver voglia di vederla.
Non riuscire ad ascoltare.
Non sapere rinunciare ad altri impegni futili per Lei.
Non essere spinti senza nessuna spinta esterna a pronunciare quelle dolci parole.
Ti amo.
Ma questo non è amore.

Avermi Ti Costava Fatica

Anche tu hai preferito sentire la mia mancanza, 
perché avermi forse ti costava fatica.

L'Ultima Volta Che Hai Sorriso Sul Serio

Quand'è stata l’ultima volta che hai sorriso sul serio?

Non Ce La Faccio Più A Rialzarmi

Non ce la faccio a rialzarmi.
Sono caduta così tante volte 
che ormai non ne ho più la forza.

Usare


No, diamine!
Non ho nessuna 

intenzione di 
farmi usare.
Da nessuno.
Mai.
Neanche da te.

Era Sempre Triste

Era sempre triste.
Quando non trovava il fidanzato era triste di non riuscire a trovarlo.
Poi era triste di averlo trovato.
Poi triste di averlo lasciato e di non trovarne un altro.
Poi triste di averne trovato uno peggiore del primo.
Triste di sentirsi bella e non avere nessuno che la amasse.
Triste di sentirsi brutta per il fatto di non trovare mai uno da amare.
Triste, triste sempre, anche se rideva tanto.

Su Una Pietra

Vorrei scrivere quanto mi manchi su una pietra.
E poi lanciartela in faccia.
Così forse capiresti quanto fa male.

San Faustino O Asteroide, Aiutateci voi!


Non so voi, ma io sono sopravvissuta.
San Valentino è passato.
Ora, almeno per un altro anno, non voglio più sentirne parlare.
Oggi, 15 febbraio, a mo' di presa in giro per chi il giorno prima è rimasto solo a casa a guardarsi un film dove alla fine il serial killer con il piccone uccide tutti, è la "festa dei single".

L'importante è stare bene con se stessi
Ma cosa c'è da festeggiare?
Proprio come San Valentino, è una "festa", se così si può definire, completamente insensata.
Ma ehi, oggi posso far finta di essere contenta che il mio ragazzo mi ha mollata...
Oggi è bandito ogni romanticismo e le uniche coccole che si possono fare sono quelle che ti fanno le bolle in una vasca piena d'acqua bollente quando scoppiano.

La leggenda vuole che San Faustino, patrono dei single, trovasse il moroso alle zitelle sconsolate.
Ma perché mai, se le relazioni vanno in scatafascio, oggi le cose dovrebbero cambiare?

A mettere un po' di pepe alla giornata, sempre troppo sciatta, proprio oggi dovrebbe arrivare l'ennesimo asteroide a sfiorare la Terra.
Un'altra fine del mondo annunciata o, più probabilmente un'altra occasione per delle puntate speciali di Voyager o Mistero...

Tanto si sa, alla fine si risolverà tutto in un "uh, ci siamo salvati, che fortuna".
Tutto fumo e niente arrosto.
Solo io voglio un po' di avventura?
Che sia la volta buona?

Ossessione

L’unica ossessione 
che vogliono tutti: 
«l’amore». 
Cosa crede, la gente, 
che basti innamorarsi 
per sentirsi completi? 
La platonica unione 
delle anime? 
Io la penso diversamente. 
Io credo che 
tu sia completo 
prima di cominciare. 
E l’amore ti spezza. 
Tu sei intero, 
e poi ti apri in due.

San Valentino Partner-Free




Siete single?
Siete giovani?
Non avete legami affettivi che vi costano migliaia di euro 
in peluche e cene in posti dove si mangia malissimo?
Non dovete andare a trovare genitori se non i vostri?
Siete liberi di fare apprezzamenti sulle cameriere?


Se vi riconoscete in quanto detto finora, il 14 febbraio non tentare il suicidio utilizzando la prolunga della tv. Siate alternativi.Piccoli suggerimenti per passare un San Valentino felice, assolutamente fidanzata-free.

1) Comprare una chilata di baci perugina per lanciarli con violenza contro le finestre della propria ex, dopo aver sostituito i teneri bigliettini con imprecazioni scritte sul retro di schedine SNAI.

2) Guardare Pretty Woman ad alto volume, in modo che tutti nel palazzo possano sentire e gridare “Lasciala Richard, è solo una troia!!!”.

3) Prenotare in un ristorante e andarci col proprio labrador femmina, ordinando ad alta voce porzioni giganti per due perché “la mia cagna consuma ‘na cifra”, con la certezza che qualche maschio annuisca come per dire “fosse solo la tua”.

4) Organizzare partite di calcetto alle 8 di sera, obbligando i 
propri amici fidanzati a scegliere il proprio vero amore.

5) Andare sotto casa di Zeman dichiarando che come lui nessuna mai "Daje".

6) Appostarsi davanti ad una fermata della metro cercando di vendere spose russe ai passanti.
 Meglio se con accento slavo.

7) Ubriacarsi col prosecco e cantare l’intera discografia di Tiziano Ferro in un karaoke bar, affermando, in un pianto isterico, che “Tiziano parla ai nostri cuori”.

8) Contattare ragazze poco attraenti su Facebook dando loro appuntamento a casa di un tuo amico, che proprio quella sera avrà deciso di cenare in maniera romantica nel suo appartamento con la propria donna.

9) Andare a trovare in carcere Corona portandogli un mazzo di rose e un tubetto di vasellina.

10) Presentarsi sotto casa della propria ex con una banda per eseguire una serenata romantica composta solo da brani dei Megadeath.

11) Comprare un centinaio di orsacchiotti Trudy teneri teneri facendoli detonare in pieno centro con tanto di rivendicazione su un forum di estremisti islamici.

12) Andare in un night e abbordare una spogliarellista con la frase “mi ricordi vagamente mio zio Carmelo. Hai per caso parenti sulla Jonica?”

Odio

Odio sentirmi sola.
Perché succede anche in mezzo alla folla e non sai dove attaccarti.
Odio rimanere in sospeso.
Visto che alla fine è tutto inutile.
Odio le bugie.
Soprattutto quando le dicono così male.
Odio non sapere le cose.
E non sapere cosa fare.
Odio quando le cose succedono all'improvviso.
Odio non essere preparata.
E così entrare in panico.
Odio cadere.
E dover trovare la forza per rialzarmi.
Odio dover rendere conto.
Sono consapevole di quello che faccio.
Odio le feste.
Quelle dove tutti devono far finta di divertirsi.
Odio odiare.
E lo odio così tanto.

____________________ Pensieri più letti della settimana ____________________

_____ Da che parte del mondo arrivano coloro che partecipano a questi pensieri? _____

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