- Non prende mai lui l'iniziativa.
- Risponde in ritardo o non risponde a messaggi e telefonate.
- Non sei la sua priorità.
- Non ti fa entrare nella sua vita, tiene tutto a compartimenti stagni.
- Ti cerca spesso all'ultimo per vederti (e magari per andare a letto insieme).
- Quando ci sono altre persone non ti presenta mai come persona con cui è in relazione.
- Flirta con altre persone, anche sui social.
- Quando hai bisogno di qualcosa se ne frega.
- Non fa con te progetti a lungo termine.
- Trova scuse per non vederti.
- Ti paragona alla ex (magari anche in modo negativo).
- È poco affettuoso nei tuoi confronti, non dimostra affetto.
- Sei sempre al secondo posto.
- Talvolta è irriverente e offensivo nei tuoi confronti.
- Dopo il sesso è insofferente.
- È emotivamente chiuso.
- È poco sensibile verso di te.
- Il tuo sesto senso dice che non è la persona giusta per te.
- Non si prepara per te, si trascura quando ti deve vedere.
- Ti dice che non sei una relazione seria.
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I 20 indizi che provano che non è Amore
Cosa fa un uomo quando non ci ama?
Brava
Mi sono sempre distinta per bravura a scuola, non per popolarità simpatia o sex appeal.
Sono arrivata in prima elementare che sapevo già scrivere e leggere in stampatello maiuscolo e minuscolo.
Ero più avanti degli altri bambini e ne andavo fiera, non da diventare snob, ma dentro di me forse un po’ lo ero.
Crescendo ho capito che non era normale avere la maestra che ci metteva le mani addosso, ma allora, essendo il primo approccio al mondo scolastico, sembrava normale.
Capelli tinti rosso fuoco, naso adunco come quello di una strega, mani lunghe, magre, affusolate che colpivano i miei compagni ogni volta che facevano qualcosa che non andava.
Io sono sempre stata una brava bambina e non le ho mai dato motivo di colpirmi fino a un giorno, l’unico in cui anche io sono stata colpita dietro la nuca da un suo colpo.
Mi aveva poi chiesto scusa in quanto mi ha spiegato che mi ha colpito in quanto innervosita da il comportamento di un altro bambino e, per non prendersela solo con lui, quando ha letto sul mio quaderno una parola scritta con una doppia sbagliata è impazzita e mi ha colpita.
Io, sempre stata estremamente sensibile, ci sono rimasta estremamente male, ferita nel profondo.
A ferirmi probabilmente non è stato solo il colpo arrivato da dietro all’improvviso, ma tutto quello che c’era dietro e le urla che mi sono arrivate addosso.
Ho sempre odiato essere sgridata, ho sempre odiato quando qualcuno mi urla addosso.
Forse è un problema mio, del mio cervello, forse quell’episodio è stato di aiuto in questa cosa, ma ho sempre avuto problemi con le doppie. Per quanto possano dire che si sente recitando le parole ad alta voce, io non ho mai sentito una differenza di pronuncia così palese nelle parole con le doppie meno usate nella vita di tutti i giorni (e anche su quelle, ogni tanto, assale qualche dubbio).
La maestra di Matematica, invece, era una specie di folletto, o almeno così mi è sembrata le ultime volte che l’ho vista su un autobus molti anni dopo. Con i capelli corti e neri, una corporatura esile anche per la sua bassa statura (sembra una prerogativa delle insegnanti delle scuole di primo grado essere basse, o sbaglio?), aveva ben poco di femminile. C
he io abbia saputo non aveva figli, però aveva tutti noi, suoi studenti, e con lei ho iniziato, credo, a dare libero sfogo alla mia fantasia in quanto si occupava di farci fare anche tutti quei lavoretti che di solito i bambini portano a casa durante le feste.
La mia vena artistica si è presentata in prima elementare quando ho partecipato a un concorso scolastico di pittura.
Non mi ricordo se c’era un tema di fondo o era a tema libero.
Avevo disegnato un acquario o uno stralcio di vita marina.
Acqua che scorreva con le sue sfumature più chiare o più scure e tanti pesciolini che nuotavano felici nella corrente.
Ovviamente il disegno era grezzo, semplice, il disegno di una bambina di sei anni, ma tanto era piaciuto ai giudici che avevo vinto il primo premio di quel concorso portandomi a casa un paio di pattini a quattro rotelle e, mi sembra, la cassetta VHS dei Pokemon.
Sarebbe Meno Bella
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La Ragazza Che Scriveva Troppo
on sabato 6 aprile 2019
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Io ho la mia vita.
Lui ha la sua vita.
Insieme abbiamo una terza vita, bellissima.
Eppure la mia vita, senza la sua vita, sarebbe meno bella.
Lui ha la sua vita.
Insieme abbiamo una terza vita, bellissima.
Eppure la mia vita, senza la sua vita, sarebbe meno bella.
Sbagliate Per La Nostra Vita
Volevo ricordare (e ricordarmi) che non c'è nessuno al mondo che valga la nostra sofferenza.
Il modo in cui gli altri si comportano con noi non definisce noi stessi ma definisce loro, se qualcuno sbaglia con noi non è colpa nostra, evidentemente sono loro persone sbagliate per la nostra vita, non soffermiamoci alle sofferenze, non soffermiamoci con persone negative nella nostra vita, cerchiamo di essere positivi e di volerci bene, sempre.
Prendiamoci cura di noi stesse e soltanto dopo degli altri.
Siamo Più Forti Di Ciò Che Sembra
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La Ragazza Che Scriveva Troppo
on lunedì 9 gennaio 2017
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Il problema è che ci concentriamo sulle cose sbagliate.
Ci focalizziamo su ciò che non va.
Ma perché, per una volta, non facciamo lo sforzo?
Perché non poniamo l’attenzione su ciò che, nonostante le difficoltà, abbiamo superato?
In fondo, ciò che cambia, non sono le difficoltà.
Quelle, in un modo o in un altro, si presentano a tutti.
Ciò che cambia è come decidiamo di affrontarle.
O se, al contrario, ci lasciamo soffocare da queste.
Io Prima Di Te
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La Ragazza Che Scriveva Troppo
on domenica 25 settembre 2016
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Ah, no, non pretendo di essere una persona matura ora.
Non pretendo di avere la verità in tasca e di sapere affrontare ogni situazione con la lucidità di cui molte situazioni hanno bisogno.
Mi scoprirò a pensare a te.
Ma voglio pensarti con un sorriso.
Senza saperlo, senza volerlo mi hai dato qualcosa.
Anche quando pensavo non sarebbe successo.
Un giorno particolarmente triste mi sono ritrovata a sperare di non averti mai incontrato.
E mentre piangevo mi chiedevo perché dovesse fare così male.
Oggi in qualche modo mi sono risposta e forse ho capito il perché.
Io prima di te ero diversa.
E non per forza peggiore.
Semplicemente diversa.
Ero più piccola, in tutti i sensi.
E ora, in qualche modo, credo di avere imparato un po' di più a vivere.
Una delle cose più importanti che ho imparato è che, ok, si soffre, ma la vita va avanti.
Ed è proprio questo che sto cercando di imparare nella mia vita.
Se le cose non vanno come me le ero immaginate non sono un fallimento.
E si può impara da ogni cosa se sappiamo coglierla, se sappiamo accoglierla in noi.
E anche se sembra più facile, non è mai meglio vivere in un'illusione per paura di guardare in faccia la realtà.
Non sai quanto mi abbia fatto male realizzare questa cosa.
Come il fatto che le persone, le emozioni e i sentimenti possono cambiare.
E lo fanno.
A volte più velocemente di quanto la nostra mente possa realizzare.
A volte il mondo gira più in fretta di quanto noi riusciamo a correre.
Nonostante questa consapevolezza a volte è comunque difficile.
Non sai quanti momenti difficili ho passato nonostante sapessi ciò.
E mi sentivo anche stupida per questo.
Non sto dicendo che non si deve soffrire, anzi.
Cercherò di essere serena, sicura di me e sorridere alla vita.
Sicuramente sono una persona diversa.
Non è successo niente di straordinario.
O forse sì.
Ciò che è successo è che sei entrato nella mia vita.
Non hai fatto molto.
O forse sì.
Hai smosso qualcosa dentro di me.
Qualcosa che ancora non so cosa sia.
Qualcosa che non so se capirò mai.
Però l'ho accettato proprio come ho accettato tante cose.
E all'inizio pensavo che "accettare" sarebbe stato come "arrendersi".
Pensavo che accettare sarebbe significato essere deboli.
E invece no.
Non pretendo di essere migliore.
Sono semplicemente diversa.
Prima ero un'altra persona.
Io prima di te.
Io ero una ragazza che si faceva prendere dalle paranoie, che pensava che ci fosse soltanto un modo per vivere una relazione, che ci fosse un giusto o un sbagliato, senza mezze misure.
Io ero una ragazza forse un po' viziata nelle relazioni e che, abituata a determinate cose, dentro di sé pretendeva che anche la realtà rispecchiasse ciò che aveva dentro.
Io ero una ragazza che ha sofferto molto, che ha dovuto imparare a prendere coraggio, a rimboccarsi le maniche e ha fatto un salto nel vuoto.
Un salto per te.
Un salto con te.
Ho sempre pensato di essere una persona troppo fragile, troppo sentimentale, troppo emotiva.
Questa notte mi sono riscoperta più forte di quello che pensavo e sto sorridendo.
Sto sorridendo mentre penso che sto superando nuove difficoltà.
In un certo senso ti sono grata.
E sono sicura che ci saranno alti e bassi.
Mi sorprenderò malinconica a fissare il vuoto.
Mi scoprirò con le guance solcate da calde lacrime senza sapere il perché.E sono sicura che ci saranno alti e bassi.
Mi sorprenderò malinconica a fissare il vuoto.
Mi scoprirò a pensare a te.
Ma voglio pensarti con un sorriso.
Senza saperlo, senza volerlo mi hai dato qualcosa.Anche quando pensavo non sarebbe successo.
Un giorno particolarmente triste mi sono ritrovata a sperare di non averti mai incontrato.
E mentre piangevo mi chiedevo perché dovesse fare così male.
Oggi in qualche modo mi sono risposta e forse ho capito il perché.
Io prima di te ero diversa.
E non per forza peggiore.
Semplicemente diversa.
Ero più piccola, in tutti i sensi.
E ora, in qualche modo, credo di avere imparato un po' di più a vivere.
Una delle cose più importanti che ho imparato è che, ok, si soffre, ma la vita va avanti.
Ed è proprio questo che sto cercando di imparare nella mia vita.
Se le cose non vanno come me le ero immaginate non sono un fallimento.
E si può impara da ogni cosa se sappiamo coglierla, se sappiamo accoglierla in noi.
E anche se sembra più facile, non è mai meglio vivere in un'illusione per paura di guardare in faccia la realtà.
Non sai quanto mi abbia fatto male realizzare questa cosa.
Come il fatto che le persone, le emozioni e i sentimenti possono cambiare.
E lo fanno.
A volte più velocemente di quanto la nostra mente possa realizzare.
A volte il mondo gira più in fretta di quanto noi riusciamo a correre.
Non sai quanti momenti difficili ho passato nonostante sapessi ciò.
E mi sentivo anche stupida per questo.
Una parte di me è consapevole di come stanno le cose, di come poi tutto passa, migliora, ti rende più forte e ti dà la possibilità di migliorare se dai la possibilità di rafforzarti.
Ma è inevitabile starci male.
Non sto dicendo che non si deve soffrire, anzi.
Se "stai male", anche se suona male sentirselo dire, significa che "funzioni" bene, che hai un cuore, che sei umano, capace di provare sentimenti.
Lo so che fa male e ti verrebbe voglia di pentirti di ciò che è trascorso, ma ogni cosa che succede nella nostra vita, ogni persona che entra in contatto con noi, direttamente o indirettamente, lascia sempre qualcosa in più nella nostra vita.
Ma non dobbiamo rimanere attaccata a questa in quanto, si sa, la vita è mutevole e le persone lo sono ancora di più.
Ci sono persone che continueranno ad entrare e ad uscire dalla tua vita.
Ma non dobbiamo rimanere attaccata a questa in quanto, si sa, la vita è mutevole e le persone lo sono ancora di più.Ci sono persone che continueranno ad entrare e ad uscire dalla tua vita.
Bisogna capirlo, ma soprattutto accettarlo.
Guardati indietro.
Quante persone l'hanno già fatto?
E se in quel momento per qualcuno è stata una dura prova, tosta, altre persone probabilmente le hai perse di vista senza neanche realizzarlo.
Le persone cambiano e anche tu l'hai fatto, lo farai e lo stai facendo anche ora.
E, anche se sembra brutto dirlo, è giusto così.
Guardati indietro.
Quante persone l'hanno già fatto?
E se in quel momento per qualcuno è stata una dura prova, tosta, altre persone probabilmente le hai perse di vista senza neanche realizzarlo.
Le persone cambiano e anche tu l'hai fatto, lo farai e lo stai facendo anche ora.
E, anche se sembra brutto dirlo, è giusto così.
Senza nuovi stimoli saremmo statici, immobili, non cambieremmo mai, non cambierebbe niente né della nostra vita né di questo mondo.
Un giorno troverai quella persona che, nonostante tutto, sarà il punto fermo.
Un giorno troverai quella persona che, nonostante tutto, sarà il punto fermo.
Quella con cui cambiare insieme, quella con i cambiamenti non faranno paura.
Il fatto è che non te ne accorgerai.
Alla fine ripenserai a tutto il trascorso insieme e, con un sorriso, realizzerai che è andata così.
Sappi che quando le cose non vanno come ce le eravamo aspettate, quando non vanno come pensavamo che volessimo andassero a volte ci stanno dando soltanto una grande opportunità.
Sappi che quando le cose non vanno come ce le eravamo aspettate, quando non vanno come pensavamo che volessimo andassero a volte ci stanno dando soltanto una grande opportunità.
Questa è la teoria, ma bisogna metabolizzarla e farla davvero tua.
Non serve soltanto sapere, ma "essere".
E se io posso darti una mano nel sapere, per l'essere ci devi pensare soltanto tu.
Dentro a un cuore infranto, una rottura si vive e si ha bisogno metabolizzarla proprio come un lutto.
Bisogna accettare che l'altra persona non farà più parte della propria vita.
Non come ha fatto fino a quel momento.
Che sia sentimento, abitudine o qualunque cosa.
Prima di incontrare una persona, prima di rapportarci a questa siamo sempre diversi da come ci ritroveremo durante e in seguito a questa.
E' un po' la storia di tutte le storie, nel bene o nel male.
Io prima di te, prima che tu abbia avuto la possibilità di mostrarmi cosa posso essere, come può essere la vita, quanto vale la pena di essere vissuta a pieno.
Io dopo i tuoi insegnamenti, ora che devo cavarmela da sola e camminare con le mie gambe.
Chi sarò?
Cosa farò?
Una cosa la so.
Non lo so.
Lo ammetto.
Non ho la minima idea di che cosa succederà un domani.
Non ho la minima idea di come reagirò a ciò.
L'unica cosa che posso fare è accettare l'imprevidibilità della vita.
Ciò che posso fare è prendere le cose così come verranno.
Crescere come persona, arricchirmi come posso.
E poi chissà.
Intanto inizierò cercando di non bruciare più le zucchine.
Grazie per avermi insegnato tutto questo e avermi reso la persona che oggi sono.
Probabilmente non sono dove avrei voluto, ma sono esattamente dove devo essere.
Morte Di Una Persona Che Mi Ha Dato Tanto Senza Sapere Della Mia Esistenza
Ho sempre pensato fosse spesso una moda, un modo per apparire e fare scena quello di esprimere il proprio (eccessivo) dispiacere per la scomparsa di un personaggio dello show business.
Insomma, con tutte le persone che muoiono ogni giorno, la vita di un personaggio non è più importante di altre semplicemente perché famoso.
Una vita è una vita.
Forse, però, ora credo di avere capito cosa provavano.
E mi sento idiota.
Per quanto io stessa trovi assurdo ciò che credo di sentire (ok, non sono mai stata brava con la gestione delle emozioni), sono rimasta particolarmente colpita da questa notizia riguardante una delle persone che inconsapevolmente mi ha aiutata nel momento più buio della mia vita e mi ha accompagnata per mano buttandomi in mille avventure.
Non sono mai stata fanatica di qualcosa in particolare, ma credo che le persone che entrano in qualche modo nella nostra vita, nonostante a volte non ne facciano più parte, lascino sempre un qualche segno dentro di noi, anche quando non ce ne accorgiamo.
Il Corpo Delle Donne (Documentario)
Documentario. Da un'idea di Lorella Zanardo e Marco Malfi Chindemi.
Regia di Lorella Zanardo, Marco Malfi Chindemi e Cesare Cantù.
Il Corpo Delle Donne
"...è il titolo del nostro documentario di 25′ sull'uso del corpo della donna in tv. Siamo partiti da un'urgenza. La constatazione che le donne, le donne vere, stiano scomparendo dalla tv e che siano state sostituite da una rappresentazione grottesca, volgare e umiliante. La perdita ci è parsa enorme: la cancellazione dell'identità delle donne sta avvenendo sotto lo sguardo di tutti ma ..."
Parole Intraducibili
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La Ragazza Che Scriveva Troppo
on lunedì 19 maggio 2014
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1) Fernweh (Tedesco): nostalgia per posti in cui non si è mai stati.
2) Komorebi (giapponese): l’effetto particolare della luce
del sole quando filtra attraverso le foglie degli alberi.
3) Tingo (pascuense, Isola di Pasqua): rubare uno a uno gli oggetti
di un vicino, chiedendoli in prestito e non restituendoli.
4) Pochemuchka (russo): una persona che fa troppe domande.
5) Gökotta (svedese): svegliarsi all'alba per sentire il primo canto degli uccelli.
6) Bakku-shan (giapponese): una ragazza bellissima...
Fino a quando non la si guarda in faccia.
7) Backpfeifengesicht (tedesco): una faccia che deve proprio essere presa a pugni.
8) Aware (giapponese): la sensazione dolce-amara che si
ha quando si sta vivendo un momento di grande bellezza.
9) Tsundoku (giapponese): l’abitudine di comprare
libri e ammucchiarli in pile senza mai leggerli.
10) Shlimazl (yiddish): una persona cronicamente sfortunata.
11) Rire dans sa barbe (francese): sogghignare
misteriosamente pensando a cose del passato.
12) Waldeinsamkeit (tedesco): la sensazione
di sentirsi come quando si è soli in un bosco.
13) Hanyauku (Rukwangali, Namibia): camminare in punta di piedi sulla sabbia calda.
14) Gattara (italiano): donna avanti con l’età che vive sola e con molti gatti.
15) Prozvonit (ceco): fare uno squillo con il telefono,
sperando che l’altro richiami e non ci faccia spendere soldi.
16) Iktsuarpok (inuit): la frustrazione che si prova
quando si aspetta qualcuno in ritardo.
17) Papakata (maori delle Isole Cook): avere una gamba più corta dell’altra.
18) Friolero (spagnolo): una persona particolarmente sensibile al freddo.
19) Schilderwald (tedesco): quando una strada
è piena di cartelli stradali e non si capisce nulla.
20) Utepils (norvegese): stare all'aperto in una giornata di sole, bevendo una birra.
21) Mamihlapinatapei (yaghan, linguaggio indigeno della Terra del Fuoco): il gioco di sguardi di due persone che si piacciono e vorrebbero fare il primo passo, ma hanno paura.
22) Culaccino (italiano): il segno lasciato su un tavolo da un bicchiere bagnato.
23) Ilunga (tshiluba, Africa centrale): una persona che la prima volta perdona tutto,
la seconda volta è tollerante, ma alla terza non ha pietà.
24. Kyoikumama (giapponese): madre che pressa
i figli perché abbiano grandi risultati a scuola.
25) Age-otori (giapponese): stare peggio dopo essersi tagliati i capelli.
26) Chai-Pani (hindi): dare soldi a qualcuno
perché una pratica burocratica vada buon fine.
27) Won (coreano): la difficoltà di una persona nel rinunciare
a un’illusione per guardare in faccia la realtà.
28) Tokka (finlandese): un grande branco di renne.
29) Schadenfreude (tedesco): godere delle disgrazie altrui.
30) Wabi-Sabi (giapponese): accettare il naturale ciclo di vita e morte
L'Estate Sta Arrivando
Le giornate sono sempre più lunghe.
Le mie sono sempre più luminose.
Un lieve sole solletica la mia pelle.
Come fa il tuo tocco, il tuo respiro.
Di nuvole non ce n'è neanche l'ombra.
Come nessun ombra alberga dentro me.
Forse sono ancora un po' troppo pallida.
Forse devo ancora trovare il sole.
Fuori dalla mia finestra vedo una città
ogni giorno meno frenetica.
Solo dentro me è tutto un subbuglio.
L'autobus non arriva mai.
Non ho voglia di aspettare.
Né l'autobus né nessuno.
Sono sempre di corsa.
Ma troverò il tempo di fare le cose man mano.
Una vera vacanza pare ancora lontana.
La stanchezza per tutto regna sovrana.
Forse avrei soltanto bisogno di dormire.
Chiudere gli occhi e sgombrare la mente.
Così lunga e distesa respiro profondamente,
Una nuova vita dovrebbe iniziare.
Lo sento.
L'Estate sta arrivando.
Fuori e dentro di me.
Cambiare Idea
Pubblicato da
La Ragazza Che Scriveva Troppo
on domenica 22 dicembre 2013
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Non è ancora accaduto niente.
Nulla che mi facesse ricredere delle mie convinzioni.
Di quelle sull'amore.
Di quelle sui rapporti, in generale.
Non è giunto ancora nessuno.
Nonostante le belle parole.
Nonostante annunciasse la più buona volontà.
Nessuno che mi abbia fatto cambiare idea.
Forse è troppo difficile, ormai.
Forse certe idee si sono radicate troppo in me.
Fin troppo bene nella mia testa.
Oscurando, forse, la visione della realtà.
Forse non è ancora arrivata la persona giusta.
Quella non armata di solo di belle promesse.
Quella armata di intenzioni vere.
Ma forse non servirebbe a niente.
È triste dirlo.
Ma forse, semplicemente, è il mondo che gira così.
Forse sono gli altri troppo ciechi per vederlo.
Troppo timorosi per ammetterlo.
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