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Bilancio

Facendo un bilancio serio devo dire che non ho mai saputo rispondere la cosa giusta al momento giusto. 
Mai, nemmeno una volta.
Le cose buone mi venivano fuori dopo, magari quando stavo a casa, e così la mia vita è un accumulo di risposte esatte date al momento sbagliato.

Restare

Cara grammatica, ti sei sbagliata.
Il verbo “restare” non è all'infinito.

Criterio

Devo vedermi con amici.
Mi preparo per uscire.
"Criterio!"
Sento gridare dalla stanza accanto.
Mia madre, sempre ansiosa.
"Criterio!"
Si ripete, imperativa.
Nel caso una volta non bastasse.
"Criterio!"
Continua.
Elencando una lista di cose improbabili
dalle quali devo stare in guardia.
"Criterio!"
Neanche andassi in guerra.
Esco di casa sorridendo e dicendo dentro di me:
"Criterio!"

Sta Arrivando San Valentino, Tremate!


E anche quest'anno sta arrivando. Rullo di tamburi!
Forse la festa più odiata, anche dai fidanzati... Tremate!
Il 14 Febbraio è 
San Valentino.
L'occasione perfetta di tutti i negozi per svuotare gli scaffali da tutta la cioccolata rimasta invenduta durante l'epifania.
In un modo o nell'altro, volenti o nolenti, si consumerà cioccolata.
I fidanzati, si scambieranno scatole rosse a forma di cuore piene di zucchero e cacao; alcuni di quelli che non lo sono, non volendo rinunciare agli zuccheri nel sangue, si regaleranno un po' di dolcezza a quadratini.

Non sapete ancora cosa fare domani con la vostra dolce metà,?
Questa potrebbe essere un'idea...
"Dal momento che SanValentino fu un vescovo romano 
del terzo secolo che venne decapitato e flagellato, non 
sarebbe forse più opportuno festeggiare la ricorrenza 
accompagnando la tua ragazza ad assistere ad un brutale omicidio?"
- Cit. Sheldon Cooper (The Big Bang Theory - 3x15) -

A parte gli scherzi.
Non c'è niente di male a prendere questo giorno come un'occasione per cercare di fare qualcosa di speciale con la persona che si ama.
L'importante è non sentirsi obbligati dalla società a dover festeggiare per forza.
E ricordarsi che bisogna dimostrare di amare tutti i giorni, non una volta all'anno!
Soprattutto, se non si ha l'occasione di festeggiare con nessuno, non bisogna farci caso, è solo una festa commerciale!
Non vale la pena accontentarsi ad uscire con qualcuno giusto per non passare la giornata da soli.

Chi non ha nessuna "metà" e sta bene così, tutto intero, ma che è infastidito dal trovare solo cioccolatini a forma di cuore sugli scaffali del supermercato e cuoricini appesi in ogni negozio, se proprio non si riesce a non farci caso, consiglio solo di chiudere gli occhi, magari starsene in casa, invitare qualche persona amica e, per far passare ancora prima il tempo, guardarsi un film (assolutamente NON in televisione, dove, non sapendo in quale altro periodo trasmetterli, vi propinerebbero ogni qual si voglia film con alta dose di zucchero da far venire le carie ai dentisti e far collassare un diabetico), un DVD, anche un VHS!
Alla fine è un solo giorno, uno come tanti altri, formato da sole 24 ore.

I Problemi Sono Dei Gran Ladri

Ti rubano tutto.
Tutta l'energia.
Il tempo.
La voglia di fare.
Di vivere.

Non ti lasciano niente.
Solo preoccupazioni.
Ansie.
Paure.
E stupidi mal di testa.

Ci Sentiamo Soli

Ci sentiamo soli perché non ci sentiamo capiti. Siamo umani, abbiamo bisogno di persone che ci comprendano, di persone che guardino i nostri occhi e non quel solito finto sorriso. Abbiamo bisogno di quelle persone che, vedendoci con la testa bassa, ci rinchiudono in un caldo abbraccio. Chiediamo solamente un sincero “Ehy, io ci sono” ma nessuno lo sa, nessuno lo intuisce, nessuno lo capisce. Ecco perché ci sentiamo soli anche in stanze affollate, ecco perché.

Cip Cip


Cip cip.
Fa l'uccellino.


Bau bau.
Fa il cagnolino.


Miao miao.
Fa il gattino.


Ciao ciao.
Faccio io.

Star Male

Ora ho
poca
compagnia.

Ci sono
solo
io e
il mio
star
male.

Sono Troppo Impegnata Per Aspettare

Devo studiare
perchè mi preparerà al futuro.
Devo imparare le lingue
perchè mi aprirà le porte del mondo.
Mi devo innamorare almeno altre 5 volte
per sapere cosa sia l'Amore.
Devo fare qualche pazzia con le amiche
per essere normale.
Devo laurearmi
per imparare tutto quello che posso.
Devo viaggiare
per scoprire cosa c'è fuori dal mio mondo.
Devo avere veri amici
per non sentirmi mai sola.
E devo mandare a quel paese un bel po' di persone.
Insomma...
Sono troppo impegnata per aspettare!

Era Meglio Scrivere Immaginando Che Tu Leggessi


Era meglio scrivere immaginando che tu leggessi.
Sentendosi così vicina a te da poterti quasi toccare.
Ora invece non resta che una snervante attesa.
Maschera una consapevolezza ancora peggiore.
Lui non risponderà.

Come Neve Al Sole

É estate.
Ma non per me.
Io sono pallida.
Come la neve d`inverno.
E come la neve, sono fredda.
Man mano che i pensieri si affollano nella mia mente sento sempre più freddo.
Incomincio a tremare.
Non riesco a fermarmi.
Mi ranicchio cercando di sfruttare tutto il mio calore, ma non ne ho.
Provo con una coperta.
Non funziona.
Non c‘é coperta che possa aiutarmi.
Perché il freddo che sento non viene da fuori.
Fuori brilla il sole.
Dentro di me, le tenebre.
Non c‘é niente che possa scaldarmi.
Niente.
A parte forse un abbraccio.
Uno di quelli sinceri.
Uno di quelli non chiesti, inaspettati.
In quel caso sì, mi scioglierei.
Proprio come la neve al sole.
L‘unico calore che può salvarmi é quello di un abbraccio umano.

Un Giorno Smetterò

Nonostante quello che dico io sono ancora qua.
Nonostante tutto quello che é successo il mio fuoco é ancora acceso.
Ogni giorno cerco di fare qualcosa di speciale.
Solo per attirare la tua attenzione una volta in più.
Solo per ricordarti che io ci sono.
Sono qui, sono viva, ad un passo da te.
Apposta per te.
Potresti raggiungermi, solo allungando un po` la mano.
Non so se tu ne sia consapevole.
Solo tu sai se pensi ancora a me.
Se ogni tanto i tuoi pensieri piegano su di me.
Se guardando in giro trovi qualcosa che ti ricorda me.
Un fiore, come quello che mettevo tra i capelli.
Qualcuno che arrossisce, come facevo io ogni volta che mi guardavi in quel modo.
Nonostante tutto mi dica che il passato per te é solo tale.
Che sono stata solo un capitolo, chiuso.
Io sono qua e non smetto di sperare.
In una tua parola.
In un tuo sorriso.
In un semplice "ciao".
In qualcosa che mi faccia sperare in un possibile cambiamento.
Dentro di me, anche se non lo ammeterei mai ad alta voce ho altre speranze.
Una chiacchierata.
Parlare dei fatti e non del nulla.
Capire cosa é successo realmente.
Spiegarti le cose come sono.
E non come le vedi tu.
Convincerti.
Avere una possibilità.
Una possibilità di un tuo ripensamento.
Nella speranza di un`altra possibilità.
So che dovrei smetterla.
Chiudere il capitolo.
Girare pagina.
Proprio come hai fatto tu.
Ora non riesco, ma tranquillo.
Un giorno smetterò.

Meglio Soffrire Che Mettere In Un Ripostiglio Il Cuore

Le ragazze che sognano, c'è poco da fare, trovano sempre qualcuno che le disturba nel sonno.
Le ragazze che sognano farebbero di tutto per essere scelte in mezzo ai libri in biblioteca, per essere fermate dopo essere scese dal treno da quel... tipo così carino seduto due posti più in là.
Le ragazze che sognano fanno le prove allo specchio per vedere qual è la loro espressione migliore, il loro lato migliore e lo ripropongono a perfetti o semi-sconosciuti per vedere che effetto gli fa.
Le ragazze che sognano, a volte, vengono trascinate in discoteca da qualche amica più pratica e si siedono da una parte aspettando qualcuno che gli dica: "che noia questo posto, vero?"
Se vedono un simil-sognatore per la strada lo studiano per metri e metri, cambiano direzione per seguirlo, fanno tardi a scuola, a lavoro, all'università per poi vedere che lui aveva già una lei.
Le ragazze che sognano hanno gli occhi spesso lucidi, non si truccano quasi mai ma non rinunciano al mascara e alla matita nera, perché vogliono essere guardate negli occhi, vogliono essere guardate a lungo negli occhi, vogliono che qualcuno le faccia arrossire.
 Le ragazze che sognano, quando ascoltano la musica, cantano con voce sommessa per far sentire a chi hanno intorno quali parole le stanno facendo vibrare, muovono le mani e i piedi come se a casa avessero un pianoforte o come se facessero danza da tutta la vita.
 Hanno le caviglie distrutte, loro. Spesso guardano il cielo, si fissano su due persone che parlano, su piccoli particolari - un gatto che scappa, un uccellino troppo piccolo per volare, la forma delle nuvole, il colore delle case - e si dimenticano di guardare per terra, cadendo spesso e volentieri.
Le ragazze che sognano sperano anche che, a tirarle su, sia un ragazzo dolcissimo con in mano il prossimo libro che leggeranno.
Odiano facebook, i cellulari, e amano essere chiamate.
 Amano le piccole città dove ci si può incontrare di nuovo, anche per caso.
Amano i treni, i pullman, gli aerei dove ci si può innamorare per il tempo di un viaggio e appena arrivati ci si dimentica.
Le ragazze che sognano si fanno complicare la vita dai libri che leggono, dai film che guardano. Non distinguono la realtà dalla finzione e se un personaggio delle loro storie non sa più dove sbattere la testa, loro, di riflesso, non sapranno più dove sbattere la testa.
Le ragazze che sognano, ho solo una certezza, al mondo non ci staranno mai veramente bene.
Sono malinconiche, e appena realizzano un desiderio quel desiderio gli manca già.
Le ragazze che sognano non svegliarle, ti prego.
Morirebbero. 
Meglio soffrire che mettere in un ripostiglio il cuore
- Susanna Casciani -



Facciamo Due Chiacchiere?

É tutto quello di cui ho bisogno ora.
Due chiacchiere.
Nulla di più.
Non mi interessa fare lunghi discorsi filosofici.
Non mi interessa voler sembrare interessante.
Tutto quello di cui ho bisogno ora é di qualcuno.
Qualcuno che si sieda vicino a me.
Una faccia amica che mi prende le mani.
Che voglia ascoltare ciò che circola nella mia testa.
Qualcuno che faccia uscire questi pensieri.
Che li faccia fluire come un liquido incolore.
Qualcosa che ha sapore di casa.
Le mie orecchie hanno sete.
Sete di qualunque cosa possano percepire.
Parole, emozioni, colori.
Sono sempre pronta ad ascoltare.
Sono curiosa.
Voglio sapere, acquisire qualunque cosa giunga a portata di mano.
E anche oltre.
Possiamo perderci in chiacchiere frivole.
Possiamo parlare di tutto o di niente.
Sono sicura che, da qualunque argomento si parta, si giungerà a qualcosa.
Qualcosa di importante.
Che arricchirà tutti e due.

Tutti I Giorni La Stessa Storia

Tutti i  giorni la stessa storia.
La sveglia suona invana.
Anche quando attira la mia attenzione.
La spengo e mi rigiro.
Prima o poi mi alzo.
In perenne ritardo indosso ciò che trovo.
Fetta biscottata in bocca esco di casa.

Correre dietro all'autobus è ormai il mio sport.
Aspettare i mezzi mi da sui nervi.
Piuttosto vado a piedi.
Sul bus, con fare da equilibrista, mi reggo in piedi tra un uomo che freneticamente cerca un buco nella sua agenda e una vecchietta con il carrellino per il mercato che cerca di attaccare bottone con chiunque faccia l'errore di guardarla e rispondere al suo sorriso.
Con le cuffie nelle orecchie cerco di isolarmi dal mondo.
A volte mi sembra di essere in un film.
Immagino mille scenari differenti.
Ficco il naso in un libro che mi porto dietro per ingannare il tempo.
Odio stare a far nulla.

Assorta nel mio mondo, quasi perdo la mia fermata.
Cammino velocemente anche quando non ne ho motivo.
Meglio fare prima che perdere tempo rallentando.
Arrivo a destinazione, solitamente "giusto in tempo".
Non mi piace aspettare.
Probabilmente è per quello che arrivo sempre dopo.

Faccio quello che devo fare.
Ogni giorno le stesse cose.
Ogni piccolo cambiamento o imprevisto cerco di godermelo come quando si cerca di godere di un filo di vento in quelle sere d'estate.

Forse sono strana io.
La tranquillità non mi piace.
Forse è per quello che mi caccio sempre nei guai.
Che siano loro a trovare me o io a cercare loro.
Mi piacciono le persone strane, particolari.
Anche quelle portano problemi.
Sto realizzando che sono masochista.
Non me ne ero resa conto prima.
Ora si spiega la mia insistenza nel frequentare persone che mi feriscono.
Sto divagando troppo, seguendo i miei pensieri.
Malati.

Ma i cambiamenti non arrivano mai.
Almeno non quando li vuoi.
Così ci accontentiamo di quello che viene.
Sempre le stesse cose.
Ormai ci ho fatto l'abitudine.
Tornando a casa me la prendo più con comodo.
Non c'è nessuno che mi corre dietro.
Almeno di solito è così.
Mi rendo conto di quanto è orribile avere fretta.
Mi prendo un momento per me.
Semplicemente: passeggio.

Non mi importa se passa l'autobus.
Non mi importa se mi fanno male i piedi.
È quel momento in cui voglio stare solo con me stessa.
Nessuno può togliermelo.
Non lo permetterei.
A volte penso.
A volte la mia mente è vuota.
Mi guardo intorno.
Il mondo è così strano.

Osservo tante persone, ognuna con la propria vita, i propri pensieri, le proprie preoccupazioni...
Cosa frulla nella testa del ragazzo che passa in moto?
E nella testa della donna che sta tornando dal supermercato?
Magari è soddisfatta degli acquisti o forse pensa a tutt'altro...
Ai figli, alle bollette da pagare, al marito che sente distante...
Forse abita da sola, ma non avrebbe comprato tutti quei biscotti.
Da quello che dicono, le donne cercano di contenersi col cibo.
Acquistare tutto ciò che vedevo sporgere dalla sua borsa non avrebbe aiutato.
Io non mi sono mai posta questi problemi.
Forse dovrei, ma non sembra essere nella mia natura.

Prima che me ne accorga sono arrivata davanti al portone di casa.
Troppo presto per i miei gusti.
Avrei bisogno di camminare un altro po', ma è tardi.
Probabilmente mi staranno già aspettando per cenare.
Apro il portone con le ciavi.
Evito di annunciarmi citofonando.
A meno che non ce ne sia motivo.

Salgo per le scale.
Da qualche tempo a questa parte ci ho preso gusto.
Prima era una scelta obbligata.
L'ascensore rotto costringeva tutti a farlo.
Anche se ora l'hanno aggiustato non lo sento più indispensabile.
Almeno quando non ho borse da portare su.
Abitando al penultimo piano sarebbe una sfida troppo grossa per la mia pigrizia repressa.
Arrivata all'ultimo scalino non mi sembra di sentire la fatica, ma ansimo un po'.
Scavalco il cane della vicina che è sempre deciso a non farmi passare.

Entro a casa.
Di solito la cena è quasi pronta.
Altrimenti è perchè devo andare a fare la spesa.
Il tempo di lavarmi le mani e sono seduta a tavola.
La cena è il momento preferito da mia madre.
Essere tutti lì nello stesso momento.
Intorno a un tavolo a parlare della propria giornata.
Non mi piace raccontare di ciò che ho appena vissuto.
Mi piace tenere le cose per me, almeno all'inizio.
Metabolizzo e sono pronta a conversare.

Sono una chiacchierona.
Così dicono.
Vado a periodi.
Questo è un periodo in cui potrei non proferire parola per giorni se non per qualche emergenza.
Ma comunicare è indispensabile.
Parlo.
Forse è la parte asociale che c'è in me che cerca di addomesticarsi.

Finito di mangiare ognuno torna a fare le proprie cose.
A volte ci ritroviamo insieme sul divano per un film.
Ultimamente non succede più.
Un po' mi manca.
Io torno al mio libro della mattina.
Oppure  trovo qualcosa di decente in tv.
Non lo trovo quasi mai.
Spesso mi metto a scrivere.
Di solito  l'ispirazione mi viene sempre nei momenti meno addatti.
Quasi sempre quando non ho possibililtà di sfogare la mia voglia.
Ultimamente sempre dopo essermi infilata sotto le coperte.

La serata è lunga quando ti annoi.
Troppo corta quando hai bisogno di tempo.
Questa è una di quelle lunghe, probabilmente.
Non mi accorgo del tempo che passa.
Il sonno non arriva.
Anche quando le ore passano.
Ora dopo ora si fa notte.
Poi notte fonda.
Pure se mi dovessi svegliare presto l'indomani.
È qualcosa più forte di me.
In ritardo anche per dormire.
Quando mi decido è sempre troppo tardi.
Quelle poche volte che sono andata a letto presto il giorno dopo mi sono svegliata con due occhiaie, mal di testa e più sonno di prima.
L'ho detto che sono strana.
È quando sono sdraiata a letto e voglio dormire che tutti i pensieri e i problemi del mondo mi affiorano alla mente.
Più voglio dormire meno dormo.
Obbligarmi non porta a niente.
Tanto vale che seguo i miei pensieri.
Magari portano a qualcosa i interessante.

Incredibile la "coerenza" con la quale spazio da un argomento all'altro grazie al più stupido e insignificante filo conduttore.
Mi sento intontita, confusa.
Ormai i miei pensieri non hanno più senso.
Gli occhi li tenevo aperti a fissare il soffitto neutro, bianco, insignificante attaccato al quale c'era un lampadario che fino a pochi secondi prima trovavo interessante.
Ora si chiudono da soli.
È inutile combattere.
Sarà la volta buona che mi addormento.
Se ho la forza di pensarci non lo è.
E tra questi dubbi i miai pensieri si spengono.
Cado tra le braccia di Morfeo che è intenzionato a cullarmi fino a quando l'odiosa sveglia con il suo gracchiare da corvaccio mi strapperà da lui.

____________________ Pensieri più letti della settimana ____________________

_____ Da che parte del mondo arrivano coloro che partecipano a questi pensieri? _____

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