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Pillola

Se cerchi qualcuno con cui piangerti addosso, hai sbagliato persona.
È finito il tempo in cui credevo nel bene della gente.
Il tempo in cui credevo alle parole e mi affidavo a loro come fossero ancora di salvezza.
Ciò che parla davvero sono un fatti.
E i fatti sono quelli che dicono le cose come stanno veramente.
E loro non addolciranno la pillola.
Proprio come non lo farò io.

Sul Mio Corpo

Forse mi sbaglio, forse è cambiato qualcosa: 
ora ho la forza di scrivere e gridare tutta la mia rabbia 
senza riversarla contro il mio corpo.

Dove Dovrei Essere


E io raramente finisco dove volevo andare, 
ma quasi sempre finisco dove dovrei essere.

Soldier Homecoming


Una Medaglia

Mi chiedo se ne valga la pena.
Mi chiedo se valga la pena prendere e partire.
Partire per andare in posti lontani e sconosciuti.
Posti che non conoscono la nostra cultura.
In cui alzarsi la mattina non è assicurato.
In cui quando i bambini vanno a scuola non è detto che ritornino a scaldare le braccia delle loro madri e a riempire la casa con le loro risate.
Posti in cui quando esci di casa, invece della borsa, impugni le armi.
Luoghi lontani dalla propria famiglia e dai posti più cari.
Lontani dagli occhi dei propri bambini, dalle moglie, mariti, dalle madre, dai padri.
Lontani da tutto ciò che pensavamo sicuro e ora, in un lampo, potrebbe sparire.

Mi chiedo se ne valga la pena.
Prendere una responsabilità così grande.
Lasciare la propria famiglia per questo progetto.
Per grandi guadagni o per patriottismo.
Vivere ogni giorno pregando, sperando.
Guardando una foto di chi ora è lontano.
E chiuderla dentro a un taschino sicuro.
Per andare là fuori che è tutto ma non sicuro.
Dover guardare negli occhi un'altra persona.
Sentenziare una sua colpa premendo sopra un grilletto.
Mettendo per sempre a tacere il respiro.

Mi chiedo se ne valga la pena.
Farsi muovere come soldatini.
Quelli che da piccoli usavi per giocare.
Erano piccoli quelli, piccoli come ti senti tu lì in mezzo.
Ogni tuono di fuoco ti ricorderà i temporali estivi di casa.
Ogni canzone la voce della persona amata.
E pregherai di sentirne ancora il dolce suono.
Ora che non senti le lacrime di casa.
Le lacrime di chi ogni giorno ti piange.
Perché lì ogni secondo potrebbe essere l'ultimo.
E forse ne sono consapevoli più loro.

Mi chiedo se ne valga la pena.
Segnare la vita da questa esperienza.
Contare i secondi che separano dalla patria.
Aspettando il momento di dire "casa".
Sciogliersi alla vista delle persone amate.
Senza ritornoPersone da mesi a braccia aperte.
Persone che aspettano da mesi un corpo.
Un corpo caldo da riabbracciare.
Un corpo freddo da piangere.
Un corpo che porta a casa incubi e sangue.
Un corpo che porta a casa una medaglia.

Parole Intraducibili

1) Fernweh (Tedesco): nostalgia per posti in cui non si è mai stati.
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2) Komorebi (giapponese): l’effetto particolare della luce 
del sole quando filtra attraverso le foglie degli alberi.
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3) Tingo (pascuense, Isola di Pasqua): rubare uno a uno gli oggetti 
di un vicino, chiedendoli in prestito e non restituendoli.
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4) Pochemuchka (russo): una persona che fa troppe domande.
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5) Gökotta (svedese): svegliarsi all'alba per sentire il primo canto degli uccelli.
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6) Bakku-shan (giapponese): una ragazza bellissima...
Fino a quando non la si guarda in faccia.
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7) Backpfeifengesicht (tedesco): una faccia che deve proprio essere presa a pugni.
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8) Aware (giapponese): la sensazione dolce-amara che si 
ha quando si sta vivendo un momento di grande bellezza.
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9) Tsundoku (giapponese): l’abitudine di comprare 
libri e ammucchiarli in pile senza mai leggerli.
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10) Shlimazl (yiddish): una persona cronicamente sfortunata.
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11) Rire dans sa barbe (francese): sogghignare 
misteriosamente pensando a cose del passato.
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12) Waldeinsamkeit (tedesco): la sensazione 
di sentirsi come quando si è soli in un bosco.
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13) Hanyauku (Rukwangali, Namibia): camminare in punta di piedi sulla sabbia calda.
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14) Gattara (italiano): donna avanti con l’età che vive sola e con molti gatti.
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15) Prozvonit (ceco): fare uno squillo con il telefono, 
sperando che l’altro richiami e non ci faccia spendere soldi.
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16) Iktsuarpok (inuit): la frustrazione che si prova 
quando si aspetta qualcuno in ritardo.
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17) Papakata (maori delle Isole Cook): avere una gamba più corta dell’altra.
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18) Friolero (spagnolo): una persona particolarmente sensibile al freddo.
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19) Schilderwald (tedesco): quando una strada 
è piena di cartelli stradali e non si capisce nulla.
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20) Utepils (norvegese): stare all'aperto in una giornata di sole, bevendo una birra.
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21) Mamihlapinatapei (yaghan, linguaggio indigeno della Terra del Fuoco): il gioco di sguardi di due persone che si piacciono e vorrebbero fare il primo passo, ma hanno paura.
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22) Culaccino (italiano): il segno lasciato su un tavolo da un bicchiere bagnato.
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23) Ilunga (tshiluba, Africa centrale): una persona che la prima volta perdona tutto, 
la seconda volta è tollerante, ma alla terza non ha pietà.
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24. Kyoikumama (giapponese): madre che pressa 
i figli perché abbiano grandi risultati a scuola.
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25) Age-otori (giapponese): stare peggio dopo essersi tagliati i capelli.
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26) Chai-Pani (hindi): dare soldi a qualcuno 
perché una pratica burocratica vada buon fine.
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27) Won (coreano): la difficoltà di una persona nel rinunciare 
a un’illusione per guardare in faccia la realtà.
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28) Tokka (finlandese): un grande branco di renne.
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29) Schadenfreude (tedesco): godere delle disgrazie altrui.
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30) Wabi-Sabi (giapponese): accettare il naturale ciclo di vita e morte
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Il Giusto Sta Nel Mezzo

Non mi piace il caldo.
Con la sua afa sembra volermi soffocare.
Pare non esserci scampo a questa cosa.
Non hai più vestiti di cui spogliarti, ma non è mai abbastanza.
Non mi piace il freddo.
Con il suo gelo sembra voler congelare anche il mio pensiero.
Pare non esserci scampo a questa cosa.
Non hai più vestiti di cui vestirti, ma non è mai abbastanza.
Mi piace il tepore delle soffici coperte.
Dei timidi raggi di sole del mattino.
Di un abbraccio.
Mi piace il fresco mosso da un ventaglio.
Del soffio del vento.
Del muoversi insieme.
Non mi sono mai piaciute le esagerazioni.

Ho sempre trovato che il giusto stia sempre nel mezzo.

Ora Mi Uccide

Non so chi l'ha deciso.
Ma sei entrato nella mia mente.
Eri una battaglia che non potevo combattere.
Mi sei entrato dentro e non volevi uscire.
Hai preso possesso della mia mente.
E poi della mia cuore.
Ho sempre resistito.
Ma non questa volta.
Sei venuto qui e hai mosso qualcosa dentro di me.
Sei entrato nella mia vita e non so come hai fatto a diventare così importante.
La verità è che mi perderei ancora nei tuoi occhi.
Ipnotizzata dalle tue labbra.
Sentirei il sangue ancora ribollire in me.
Ma non capisco perchè.
Che cosa mi hai fatto?
Non riesco a farti uscire.
Vorrei gridare, ma non ce la faccio.
Non riesco a capire cosa sia successo.
Non so come siamo arrivati a questo punto.
Non avrei mai dovuto permetterlo, probabilmente.
Forse me la sono cercata un po' anche io.
Dovevo resistere.
Perchè lo sapevo che i sogni si fanno solo ad occhi chiusi.
E ora non riesco a capire come sono stata così folle.
E ci credevo davvero e te, a noi.
Gridare non aiuta.
Sapevo che sarebbe andata così.
Non sapevo soltanto quando.
Dai, lo sapevo.
Lo sapevo.
Almeno penso.
Ma ci speravo.
C'era qualcosa che vedevo in te.
Prima mi ha rapita.
Ora mi uccide.

Giocare All'Amore

Sembra divertente, giocare all'amore.
Fingere di sentire dentro la vera passione.
Sentirsi guardata in quel modo.
Fissare l’altro in quel modo.
Per un momento.
Intensamente.
Senza pensieri.
Senza badare a niente.
Bisogna concentrare.
Tutto in quel momento.
È scena.
Non è una storia vera.
Sul palcoscenico.
Sembra tutto più grandioso.
Non ti preoccupa niente.

Tutto inizia e si consuma lì.
Sotto quelle luci.

____________________ Pensieri più letti della settimana ____________________

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