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Merendine

Mia madre mi ha insegnato a mangiare le merendine e anche i gelati. 

Quelle ricoperte intorno di una scorza più dura e l'interno più morbido, più tenero. 

Intendo il modo. 

La osservavo mangiare prima intorno lo strato più duro. 

Poi la parte alta e bassa del cioccolato che le ricopriva. 

Infine rimanere lì, il cuore tenero. 

E osservandola ho iniziato a fare lo stesso. 

E, forse, oltre che con le merendine, anche nella vita. 


Forse

È vero, saremmo potuti essere felici insieme. 

È vero, forse è così. 

Forse avremmo potuto continuare a vivere la giornata, parlare abbracciati scandendo il tempo con dolci baci. 

Forse non stavamo rovinando davvero la nostra amicizia. 

Forse avremmo potuto continuare a fare l'amore sul tuo letto, evitando lo scaffale, e poi mi avresti portato un bicchiere d'acqua e qualcosa che aveva cucinato tua madre. 

Forse ogni nostro saluto sarebbe potuto essere scandito, dopo un nostro sguardo, da un dolce bacio. 

Forse, forse. 

Forse tutto, forse niente. 

Quante ore ho speso nel pensarci, nel pensarti. 

Nel pensare a ciò che abbiamo vissuto. 

Nel pensare a quelle sensazioni, a quelle emozioni che mi avvolgevano. 

Nel pensare a ciò che è stato e a cui che, pensavo, sarebbe potuto essere. 

Siamo stati felici, è vero. 

Ma evidentemente non abbastanza. 

Ma, evidentemente, lo sei più così. 

Ma, ora, va così. 

Siamo amici. 

E, forse, va bene così. 

Un pezzettino di te

Ho visto che sei diventato padre. 
L’ho scoperto per caso, dalla tua foto profilo su WhatsApp. 
Indossi una di quelle magliette che avevi già quando stavi con me. 
Quella arancione, con sopra qualcosa un po’ street art. 
Ma ora il disegno si intravede soltanto. 
Sopra, rannicchiata, c'è una neonata. 
È così piccola e carina così addormentata. 
Tu sorridi sorpreso e sconvolto da ciò che ti è accaduto. 
Felice e commosso del miracolo della vita. 
Alla tua destra c'è la tua compagna, sorridente e raggiante. 
Spulciando su Instagram ho intuito che stiate insieme dal 2020, l'anno del lockdown, a Luglio, 5 anni e mezzo fa. 
3 anni fa, un po' brillo, mi avevi detto che nella foto che avevo pubblicato ero gnocca e abbiamo ricordato il parcheggio del McDonald's dove andavamo quando stavamo insieme ormai quasi 10 anni fa. 
Ti ho chiesto, mi hai raccontato dello sport, del lavoro, che non sapevi se saresti tornato, hai chiesto di me. 
Ma mai mi hai raccontato di lei. 
E nonostante non racconti gli affari tuoi online, anche se non hai dichiarato nulla, chi ti conosce un po’ lo capisce.  
Non abbiamo a che fare da molto, lo so. 
Ora sarebbe strano scriverti, perciò lo scrivo qui. 
Sono contenta per te. 
Davvero. 
Auguro una buona vita a te e a voi. 
Sarai sicuramente un ottimo padre superando gli ostacoli che tuo padre pensi ti possa avere messo. 
Ora sei lontano da quella che era casa. 
Ora ne hai costruita una tutta tua.  
È stato bello e intenso ciò che c'è stato tra noi. 
È strano rendersi conto che il sesso più bello della mia vita sia stato con te e, quindi, ormai una decina di anni fa. 
Il tuo tradimento in Erasmus subito confessato non fu il principale problema. 
Il fatto che non comunicavamo lo era. 
Eravamo giovani e avevo paura di fare qualunque cosa minasse il nostro rapporto. 
E così è successo. 
E ora, da lontano, osservo briciole della tua vita. 
Tua madre, che ancora mi mette talvolta i "mi piace" su Instagram, ora con menta la tua nuova famiglia. 
E tu che, pur crescendo, quando ti sforzi continui a tirare inconsciamente fuori la lingua. 
Certe cose non cambiano mai. 
Altre non saranno mai più le stesse. 
Ma, come ogni persona che abbia mai amato, mi porterò sempre in me un pezzettino di te. 

Navigare lontano


Ricordo ancora quando mi hai stretta tra le tue braccia quel pomeriggio

ha cancellato ogni nuvola anche nel cielo più grigio.

Non mi sembrava vera quella affinità crescente,

quella chimica che anche sulla pelle si sente.


E mentre ti abbracciavo da dietro ti dicevo che era quello il momento

che per sempre volevo ricordare nel mio cuore allora contento.

Tu mi dicevi che quel sentire poteva continuare

mentre la tua bocca mi continuava a baciare.


La leggerezza di quelle giornate e dei nostri sorrisi

però presto è stata messa in crisi.

Non sentivi del fuoco gli artifici,

e hai deciso che saremmo rimasti solo amici.


A qualche tuo breve ripensamento mi ero attaccata

ma la realtà delle cose si è sempre presto rivelata.

Inutile negarlo, anche se è stata una doccia gelata:

per quanto tu ci abbia tenuto, non mi hai mai amata.


E, per quanto ci tenessi, feci indietro un passo

per cercare di distaccarmi in quel lasso.

Smisi di risponderti come facevo prima

perché ogni parola mi feriva come una lima.


Tu, però, hai continuato a scrivermi, la corda non l’hai mollata

e l’avevi ancora ben salda quando sono cascata.

Sei stato presente, mi sei stato vicino,

scaldando il mio tenero cuoricino.


E nella mia convalescenza a starmi vicino hai continuato

e a fare visite mediche mi hai accompagnato.

In giro per tutta la città e anche lì intorno,

tipo quando la porchetta ci ha fatto da contorno.


Tu sei stato gentile e disponibile,

ma in queste relazioni io non sono abile.

Qualche uscita ci siamo fatti,

ma non poterti baciare mi mandava ai matti.


E quando quella notte non ti sei sentito abbastanza

e sei scappato dai tuoi amici e da quella stanza,

tra le mie braccia ti ho stretto e ti ho accolto

facendoti capire che ti apprezzavo molto.


Forse è stata una debolezza, un momento,

ma il sapore della tua pelle ancora lo sento.

Avrei voluto continuare a immergermi ancora per ore

e rimanere impregnata del tuo buon odore.


Ma dal giorno dopo non era cambiato nulla, eri lo stesso,

quello che da me non voleva più amore, baci e nemmeno sesso.

Hai spiegato e ripetuto che non vuoi perdermi come amica,

ma io ti ho sempre confessato che non so se ce la faccio mica.


Perché quando mi stringi la mano o la metti sulla coscia,

sappi che non so più di che cosa sono conscia.

E quando mi dai sulla guancia i bacini o i tuoi morsetti,

la mia mente torna a quei primi momenti perfetti.


Tu sei sempre stato al mio cuore vicino,

sono io che mi sono attaccata a ogni bacino.

Ho preferito illudermi di ogni tuo sorriso carino,

invece di strappare il tuo santino.


Ti sei allontanato, ma continuando a salutarmi,

e mentre navigavi, mi hai chiesto di allontanarmi.

Avrei voluto salpare insieme e scrivere di noi carmi,

navigare lontano con te e con te nella vita radicarmi.


Col cuore e con la mente devo riappacificarmi,

di noi due i film devo smetterla di farmi.

Per quanto sia agguerrita, ho deposto le armi,

lascerò andare chi ha smesso di amarmi.


Col cuore e con la mente continuerò a navigare,

non sapendo ancora dove potrò arrivare.

Ti amerò per sempre

Ti amerò per sempre. 
Ma non preoccuparti. 
Non pretendo tu ricambi. 

Ti amerò per sempre. 
Ma non è una mia scelta. 
È ciò che accade quando mi entri nel cuore. 

Ti amerò per sempre. 
In ricordo di quando mi stringevi. 
In ricordo di quando mi guardavi così. 

Ti amerò per sempre. 
Per quanto tempo passerà. 
Per quante persone incontrerò. 

Ti amerò per sempre. 
Farò posto anche per qualcun altro. 
Ma il posto che hai sarà sempre tuo. 

Ti amerò per sempre. 
Accarezzata dalle tue mani. 
Nutrita dalla tua gentilezza. 

Ti amerò per sempre. 
È una cosa mia. 
Va bene se non ne vuoi fare parte. 

Ti amerò per sempre. 
Anche se il tuo cuore per me non batte più. 
Anche se la tua pelle è un po’ più lontana. 

Ti amerò per sempre. 
Perché è così che faccio quando amo. 
Perché una volta che entri nel mio cuore, non esci più. 

Ti amerò per sempre. 
Anche se ora non mi pensi più come prima. 
Anche se ora è soltanto un ricordo. 

Ti amerò per sempre. 
Come ho amato stare tra le tue braccia. 
Come ho amato addormentarmi sul tuo petto. 

Ti amerò per sempre. 
Va bene che sia solo io. 
Mi nutro d'amore, mi nutro di te. 

Ti amerò, ti amerò, ti amo e ti amerò. 
Come ho sempre amato i tuoi modi, il tuo tocco, il tuo sguardo, il tuo sorriso. 
Come ho sempre amato la tua essenza. 
Per sempre ti amerò. 

Vorrei tu fossi (stato) l'ultimo

Vorrei chiudere per l'ultima volta i miei occhi così che l'ultima cosa che abbiano mai visto siano i tuoi.


Vorrei digiunare e non toccare più cibo così che l'ultima cosa che abbia assaporato la mia bocca sia le tue labbra. 


Vorrei strapparmi il cuore dal petto così che tu possa essere l'ultima persona per il quale ha battuto così forte. 


Vorrei rasarmi i capelli a zero così che le tue dita siano le ultime che si siano perse tra di loro. 


Vorrei spaccarmi il naso così che non possa più sfiorare un altro naso dopo avere accarezzati il tuo. 


Vorrei mordermi le lingua fino a farla sanguinare così che non possa più parlare per ore come faceva con te. 


Vorrei staccarmi le braccia così che le ultime braccia con le quali si sono intrecciate siano le tue.


Vorrei incrociare le gambe così che nelle calde o fredde notti non abbiano la tentazione di cercare le tue. 


Vorrei tagliarmi le dita così che l'ultimo tocco che possano ricordare è il morbido tocco delle tue labbra. 


Che strani che sono i rapporti

Che strani che sono i rapporti. 

Iniziano spesso all'improvviso. 

No, non me lo aspettavo. 

No, non ti aspettavo.

Un attimo prima sei uno sconosciuto. 

Un attimo dopo ti cammino a fianco. 


Che strani che sono i rapporti.

Crescono spesso nel cuore della notte. 

No, non dormivo. 

No, non lo pativo. 

Un attimo prima non ci pensi. 

Un attimo dopo sei nei pensieri. 


Che strani che sono i rapporti. 

Continuano spesso lavorando. 

No, non è sempre facile. 

No, non è sempre scontato. 

Un attimo prima si litiga. 

Un attimo dopo si fa pace. 


Che strani che sono i rapporti.

Si incrinano spesso per caso. 

No, non lo capivo. 

No, non lo percepivo. 

Un attimo prima lotti. 

Un attimo dopo ti arrendi. 


Che strani che sono i rapporti. 

Finiscono spesso avvisando. 

No, non lo vedevo.

No, non lo volevo.

Un attimo prima parliamo di futuro. 

Un attimo dopo sei uno sconosciuto. 

La solidità di una barca

Una barca se ti piace, lo puoi vedere a colpo d'occhio.
Ma se è davvero solida, lo capisci al primo scoglio.

Non è andata diversamente

Mi ritrovo a passare davanti al negozio dove lavori.

Dopo 10 anni senza sapere cosa siamo, ora siamo sconosciuti.

Un anno fa, per l'ennesima volta, sei sparito, senza troppe spiegazioni.

Di nuovo.


L'ultima volta che ci siamo re-incontrati, ti avevo fatto una richiesta.

"Se sparirai nuovamente, fai in modo che sia l'ultima volta,

se sparirai ancora una volta, fallo definitivamente".

E così hai fatto,


Ero soltanto una ragazzina quando ci siamo conosciuti.

Ma dopo 10 anni, forse, non ti ho mai davvero conosciuto.

Avevo l'illusione che, questa volta, le cose sarebbero potute andare diversamente.

Non lo sono andate.


La maggior parte delle volte che ci passo non ci penso, nemmeno me ne accorgo, ma ogni tanto ci penso e butto dentro un occhio, di sfuggita, dove mi sembra di vederti indaffarato al lavoro.

Probabilmente, più che una cosa romantica, ad occhio esterno sembrerei una stalker, ma non faccio nulla, mi chiedo soltanto chissà com'è ora la tua vita senza di me e chissà come sarebbe stata la mia vita, la nostra vita se, costretta a passare davanti al tuo negozio, avrei potuto affacciarmi e salutarti con un caloroso sorriso.

Forse mi fossilizzo troppo sulle persone e, una volta che entrano nel mio cuore, lì hanno un posto per la vita. Forse a te non torno mai in mente. Forse, nel caso qualcosa di me per caso ti balenasse, non ha il mio stesso sentire. Forse non mi fa benissimo, forse dovrei imparare a staccare definitivamente e davvero dal passato, ma non trovo una soluzione. 

Forse, in fondo, al mio cuore va bene così.

Attendere

 Attendere.

Quanto tempo della nostra vita passiamo ad attendere?

Quell'autobus, quell'evento, quel messaggio, quella persona.

Come in una partita a scacchi, effettuiamo la nostra mossa e attendiamo.

Abbiamo fatto ciò che sentivamo: la prossima mossa spetta all'altro.

Difficilmente si può tornare indietro, difficilmente si può aggiustare il tiro.

A volte sembra che l'unica cosa che possiamo fare è attendere.

Ma a me l'attesa stanca, logora, distrugge, consuma.

E, in attesa della mossa dell'altro, cerco di ingannare il tempo quando, in realtà, cerco di ingannare soltanto me, illusa che ogni minuto in attesa valga la pena.

Intanto il tempo passa e le energie diminuiscono e intanto che le lancette scorrono e mi siedo mi rendo conto che l'unica cosa che devo fare è smetterla di attendere.

L'unica cosa che devo fare è andare avanti.

Ti amo in tutte le lingue del mondo

- Afrikaans: ek het jou lief
- Albanese: të dua
- Amarico: እወድሀለሁ (evedhalehu)
- Arabo: أنا أحبك (ana ahbak)
- Armeno: ես քեզ սիրում եմ (es kez sirum em)
- Basco: maite zaitut
- Bengalese: আমি তোমায় ভালবাসি (ami tomaay bhaalobashi)
- Bielorusso: я цябе кахаю (ja tsiabie kakhaju)
- Birmano: ချစ်တယ်လို့ (chit thu lo)
- Bosniaco: volim te
- Bulgaro: обичам те (obicham te)
- Cambogiano: ខ្ញុំ​ស្រឡាញ់​អ្នក (knhom sralanh nih)
- Catalano: t'estimo
- Cebuano: gi higugma ko ikaw
- Ceco: miluji tě
- Chichewa: ndimakukonda
- Cinese (semplificato): 我爱你 (wǒ ài nǐ)
- Cinese (tradizionale): 我愛你 (wǒ ài nǐ)
- Coreano: 사랑해 (saranghae)
- Corso: ti tengu caru
- Creolo (Haiti): mwen renmen ou
- Croato: volim te
- Curdo: ez te hezdikhem
- Danese: jeg elsker dig
- Ebraico: אני אוהב אותך (ani ohev otcha)
- Esperanto: mi amas vin
- Estone: ma armastan sind
- Filippino: mahal kita
- Finlandese: rakastan sinua
- Francese: je t'aime
- Frisone: ik hâld fan dy
- Gaelico scozzese: tha gaol agam ort
- Galiziano: queroche
- Gallese: rwy'n dy garu di
- Georgiano: მიყვარხარ (miqvarxar)
- Giavanese: kulo tresno
- Greco: σ'αγαπώ (s'agapó)
- Gujarati: હું તને પ્રેમ કરું છું (hun tane prem karu chhu)
- Hausa: ina sonki
- Hawaiano: aloha au ia 'oe
- Hindi: मैं तुमसे प्यार करता हूँ (main tumse pyar karta hun)
- Hmong: kuv hlub koj
- Igbo: a hurum gi nanya
- Indonesiano: aku cinta kamu
- Inglese: I love you
- Interlingua: io te amo
- Irlandese: taim i' ngra leat
- Islandese: ég elska þig
- Italiano: ti amo
- Kannada: ನನ್ನ ಪ್ರೀತಿಸುತ್ತೇನೆ (nanna preetisuttene)
- Kazako: мен сені сүйемін (men seni súiemin)
- Khmer: ខ្ញុំស្រលាញ់អ្នក (knhom sralanh nih)
- Kirghiso: мен seni sevdim
- Lao: ຂ້ອຍຮັກເຈົ້າ (khoy huk jao)
- Latino: te amo
- Lettone: es tevi mīlu
- Lituano: aš tave myliu
- Lussemburghese: ech hunn dech gär
- Macedone: те сакам (te sakam)
- Malagasy: tiako ianao
- Malayalam: ഞാൻ നിന്നെ സ്നേഹിക്കുന്നു (njan ninne snehikunnu)
- Malese: saya sayang awak
- Maltese: inħobbok
- Maori: aroha mai, aroha atu
- Marathi: माझं तुमच्यावर प्रेम आहे (mazh tumachyavar prem aahe)
- Mongolo: би чамд хайртай (bi chamd khairtai)
- Nepalese: म तपाईंलाई माया गर्छु (ma tapai lai maya garchhu)
- Norvegese: jeg elsker deg
- Olandese: ik hou van jou
- Oriya: ମୋ ସେମାନେକୁ ଭଲପାଏ (mo semane ku bhalapae)
- Pashto: ما ته ستورم (ma ta sta oram)
- Persiano: من تو را دوست دارم (man to ra dust daram)
- Polacco: kocham cię
- Portoghese: eu te amo
- Punjabi: ਮੈਂ ਤੈਨੂੰ ਪਿਆਰ ਕਰਦਾ ਹਾਂ (main tainu pyar karda haan)
- Rumeno: te iubesc
- Russo: я люблю тебя (ya lyublyu tebya)
- Samoano: ou te alofa ia te oe
- Sanscrito: अहं त्वाम् अस्मि (aham tvam asmi)
- Serbo: volim te
- Sesotho: ke a go rata
- Shona: ndinokuda
- Sindhi: مان توسان پيار هوندين جين (man tusan pyar hondin jeen)
- Singalese: මම ඔබට පිරිමිතියමි (mama obata pirimima)
- Slovacco: milujem ťa
- Sloveno: ljubim te
- Somalo: waan ku jeclahay
- Spagnolo: te quiero / te amo
- Sundanese: abdi tresna ka anjeun
- Svedese: jag älskar dig
- Swahili: nakupenda
- Tagalog: mahal kita
- Tailandese: ฉัน​รัก​เธอ (chan rak ter)
- Tamil: நான் உன்னை நேசிக்கிறேன் (naan unai neekkiren)
- Tedesco: ich liebe dich
- Telugu: నేను నిన్ను ప్రేమిస్తున్నాను (nenu ninnu preminchana)
- Thai: ฉัน​รัก​เธอ (chan rak ter)
- Tibetano: ངེས་པར་གསོལ་བ་(nga nga la)
- Tongano: ou te aroha ia koe
- Turco: seni seviyorum
- Turkmeno: seni söýärin
- Ucraino: я тебе кохаю (ya tebe kohayu)
- Ugandese: nkwagala
- Ungherese: szeretlek
- Urdu: میں تم سے پیار کرتا ہوں (main tumse pyar karta hun)
- Uzbeko: men seni sevaman
- Vietnamita: tôi yêu bạn
- Xhosa: ndiyakuthanda
- Yiddish: איך ליבע דיר (ikh libe dir)
- Yoruba: mo ni fe re
- Zulu: ngiyakuthanda

Ti ho sognato, sai?

Ti ho sognato, sai?
È stato strano.
Ormai è un anno che non ci parliamo. 
Ma dentro a quel sogno avevamo a che fare l'uno con l'altra. 
Ed è durante uno di quei momenti che me lo hai chiesto.
Mi hai chiesto di essere la tua fidanzata. 
Io ti avevo risposto con una faccia stranita. 
Tu mi hai risposto con una delle tue. 

Ti ho visto, sai?
Sono passata un po' per per caso, un po' no, davanti al tuo lavoro dove ti ho visto talvolta indaffarato, talvolta al cellulare.
Messaggi che ormai da un anno non scrivi più a me. 
Messaggi che vedono il tuo impegno, quello che non sei riuscito ad avere con me. 

Non ti ho dimenticato, sai?
E penso che non lo farò mai. 
Resterai sempre dentro di me. 
Una storia lunga una vita, che non è mai sbocciata. 
Una storia sempre in erba, mai coltivata. 

Ti risponderei ancora, sai?
Anche se ti avevo detto che se fossi sparito nuovamente non saresti più dovuto tornare. 
Tu sei di nuovo sparito e non sei più tornato. 
Una parte di me ti vorrebbe ancora al mio fianco. 
Anche soltanto per parlare, chiarire, capire. 
Ma forse, in fondo è meglio così. 

Che fine ho fatto?

Che fine ho fatto?
Mi sono persa tra le onde dei pensieri. 
Non mi sono trovata all'alba dopo la buia notte. 
Non sapevo orientarmi persa nel bosco. 
Vagavo nel deserto lontana dall'oasi.
E dopo tanto vagare non so se mi sono trovata. 
So solo che la bussola è dentro di me.
Disturbata dal magnetico caos.
Pronta, nonostante tutto, all'occasione che le permetterà di indicare la propria stella polare.
Quel puntino, piccolo e lontano, ma che sarà la soluzione di tutto.

Ti ringrazio

Ti ringrazio per avermi amata.
O per almeno averci provato.
Sono consapevole che non sia facile.
Non mi fido nemmeno di me stessa.
Non sono riuscita a farlo con te.
So che è difficile sentirsi così.
Lottare contro i mulini a vento.
Contro una testa ricoperta di spine.
E più ti avvicinavi più pungeva.
Più ti allontanavi più piangeva.
Sono un disastro.
Una donna senza cuore.
Ho soffocato gioie e dolori per una vita.
Non so più nemmeno come mi dovrei sentire.
Felice? Triste?
Mi sento così sola al mondo.
Anche quando ho qualcuno accanto.
Anche se mi sei vicino, ti ho lontano.
E non c'è rassicurazione che tenga.
Io ti ho amato, io ti amo, ne sono convinta.
Ma l'amore non basta.
Dicono che "l'amore vince su tutto". 
Il dolore che ho dentro vince su tutto.
Anche sul tuo amore. 

Cosa ho imparato nell'anno passato?

 Cosa ho imparato nell'anno passato? 

Non lo so, ma so soltanto che… 

  • Bisogna cogliere la palla al volo quando la vita ti presenta l'occasione: invia quella candidatura, compra quel biglietto, sforzati un po' di più! 

  • Fa paura spingersi lontano: lontano dalla comfort zone, lontano dalle proprie abitudini, lontano da casa. 

  • Talvolta non sarà tutto rose e fiori: ma tutto dipenderà da come deciderai di affrontare le difficoltà. 

  • Va bene sentirsi sopraffatti: respira e comprendi, sii consapevole che passerà anche questa. 

  • È importante pensare a se stessi: dentro e fuori di sé, riposo, cibo, legami. 

  • Le amicizie vanno e vengono e va bene così: prendi ciò che di buono c'è e non ti tediare e non correre dietro a nessuno. 

  • Dedica tutta te stessa nei tuoi obiettivi: sei l'unica persona su cui puoi e devi puntare. 

Se dovessi rinascere

Se dovessi rinascere, sceglierei di essere la madre di mia madre.

Se potessi scegliere chi essere sceglierei sicuramente di essere la madre di mia madre.

Perché?

Beh, le darei tutti i baci che le mancavano da bambina. Le leggerei tutte le favole che nessuno le ha mai letto. Le rimboccherei le coperte di notte e le direi con tutto il mio amore quanto le voglio bene.

Le insegnerei che la vita è bella tra le braccia di chi ti ama.

Le comprerei una mela caramellata. 

Le canterei canzoni. 

Giocheremmo per terra. 

La pettinerei ogni mattina prima di mandarla a scuola.

Non avrebbe dovuto lavorare così piccola. 

Non avrebbe dovuto piangere così tanto. 

Non sarebbe cresciuta cucendo il suo cuore con tristezza. 

E sarebbe una bambina felice.

Se potessi essere qualcun altro, sarei sua madre senza esitazione, le insegnerei che l'amore non è dolore e quanto è meraviglioso svegliarsi ogni mattina al suo fianco.

Perché se la amo così tanto come sua figlia, pensate quanto la amerei tenendola tra le mie braccia appena nata!

Vorrei vivere mille vite


Vorrei vivere mille vite.

Esplorare ogni frontiera.

Conoscere a fondo ogni persona.

Comprendere tutto ciò che può con essa essere.

Provare, sbagliare, aggiustare.

Vorrei vivere mille rapporti.

Presentarmi ogni giorno a tutti quanti.

Capire per ognuno di questi quale destino e quali vesti.

Quale immagine vanno a completare nel tassello della vita.

Vorrei vivere mille lavori.

Vorrei seguire tutte le mie passioni al massimo.

Investire ogni minuto e ogni sudore.

Vorrei provarci dall'inizio fino alla fine.

Vorrei vivere mille errori.

E non perdere tempo con essi, ma potere solo imparare.

Vorrei vivere mille vite.

Lo devo a me

Penso che fossero emozioni vere quelle che provai.
Sono convinta di aver provato davvero quelle sensazioni, quelle emozioni, quei sentimenti.
Forse non erano mosse dalla me più sana.
E ammetto che ha combinato qualche casino.
Ho combinato qualche casino.
 Ma sai cosa?
Sono convinta che avrei potuto evitare molte cose.
Sono certa che avrei potuto farle diversamente.
Ma le cose sono andate semplicemente così.
Le ho fatte andare semplicemente così.
In mezzo tutte queste parole è solo una la cosa che conta davvero.
Ogni cosa mi è caduta mi adesso la persona che sono ora.
Ogni cosa che ha vissuto è stata un tassello fondamentale della e per la mia vita.
Ogni cosa che ho subito mi ha insegnato qualcosa di importante.
Ogni relazione che ho vissuto mi ha dato una lezione.
Ognuna di queste cose mi ha portata qui.
Chi sono oggi lo devo a me.

Chiedo scusa

 Chiedo scusa a tutte le persone della mia vita a cui non ho mai dato davvero piena fiducia, anche quando non avevano ancora fatto nulla per meritarlo. 

Chiedo scusa a tutti voi che ho fatto entrare nella mia vita, ma soltanto un po', mantenendo sempre un passo di distanza. 

Chiedo scusa per avere logorato le cose dal principio iniziandole, ma cronometrando il tempo in cui ci saremmo detti addio. 

Chiedo scusa a me stessa per non essermene mai resa conto prima, ma chiedo ancora più scusa per non poterne fare a meno. 

Chiedo scusa a voi, a me, a ciò che abbiamo vissuto insieme, a ciò che è stato, a ciò che sarebbe potuto essere. 

Chiedo scusa, anche se forse per voi è tardi per perdonarmi, ma forse non lo è per me.

Futuro Mancato

Le persone hanno la convinzione che sono i ricordi ad essere dolorosi. 
Io ho sempre pensato che fosse il futuro, quello mancato. 
Quel ristorante che "ti ci devo portare".
Quel film che stavate aspettando uscisse per guardarlo insieme.
Quel piatto che volevi tanto cucinargli.
Quel regalo che avevi scelto con cura.
Quel viaggio già organizzato che non vedevi l'ora di fare.
Fa male quello che poteva essere e non è stato.

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_____ Da che parte del mondo arrivano coloro che partecipano a questi pensieri? _____

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