#2 Non Essere Pigra
#1 Prenditi Il Tempo Per Te Stessa
#0 Punti Su Cui Concentrarsi
Insonnia
Vivere con l'insonnia è un po' come avere quarant'anni e abitare con la tua mamma settantenne petulante.
Per quanto tu possa provare non riuscirai mai a liberartene del tutto.
Esistono due tipi di insonnia: faticare a prendere sonno e svegliarsi senza motivo in piena notte senza riuscire a riprendere sonno.
Quelli fortunati, come me, le hanno entrambe.
Il risultato è che ti trascini in giro per tutto il giorno come uno zombie haitiano fottuto. Poi magari dormi anche a caso qualche ora... Poi provi a dormire la sera e là torna la vecchia madre di cui sopra.
Per quanto giustamente esausto tu possa addormentarti relativamente presto, giustamente stanco, ecco che ti chiama: 'Howard!' di Big Bang Theoriana memoria.
Ora se ti svegli in piena notte e non c'è verso di dormire hai due opzioni: la prima è rigirarti inutilmente nel letto nel buio, la seconda è applicarti in varie attività che vanno dalla poesia a scrivere lunghi status descrittivi su Facebook.
Chi ne soffre sa di cosa parlo, chi non l'ha mai avuta ti guarda e pensa 'Boh, ma che problema avrà quello?'.
E si può anche pensare 'Ma prenditi una cazzo di pillola', 'Caro c'è questo rimedio erboristico che...', però a un certo punto scopri anche che con la tua insonnia ti trovi in un rapporto conflittuale di amore e di odio.
Ti toglie il sonno, sei sempre stanco, ma si raggiunge quello stato che gli alcolisti chiamano 'il momento di lucidità'. Quell'attimo in cui in mezzo al caos ti sembra tutto perfettamente chiaro e in cui ti pare di sapere con estrema precisione tutto ciò di cui hai bisogno nella tua esistenza.
Inizi a vivere nel tuo mondo onirico di sogno lucido.
E Poe diceva di odiare il sonno, quelle piccole fette di morte.
Anche se sai bene come è morto Poe alla fine.
Amici insonni della notte, il nostro mondo è una quarta dimensione. E sappiamo bene che un giorno ci mancherà la nostra vecchia madre ebrea ossessiva.
'Howard!'.
I.C.
Morte Di Una Persona Che Mi Ha Dato Tanto Senza Sapere Della Mia Esistenza
Cosa Accadrà?
Perchè Vogliamo Essere Tutti Delle Macchine?
Con questo pensiero sono fuggita da casa diretta ovunque potessi trovare pace.
Il dolore che sento dentro non riesce a trovare sfogo in nessun modo.
Per andare lontano salgo su un autobus, uno come tanti, ma che mi possa portare lontano da qui.
L'autobus è fermo al capolinea, quasi vuoto.
L'unica cosa che riesco a sentire sono i singhiozzi di una donna poco lontana da me.
Prima di uscire, diversamente dal solito, ho preso su un pacchetto di fazzoletti.
Frugando nella borsa tiro fuori i fazzoletti e, avvicinandomi alla signora, senza dirle una parola, glieli porgo.
Nei suoi occhi tristi, un barlume si accende per un secondo mentre prende un fazzoletto.
"Tutto bene?", chiedo ingenuamente.
A volte basta poco per sentirsi meglio, vedere che al mondo importa qualcosa di te.
La signora, singhiozzante, fa cenno di assenso con la testa.
"Ha bisogno di qualcosa?", chiedo infine.
Scuote lievemente la testa mentre io mi congedo da lei.
Il tempo passa e i singhiozzi non cessano.
Spesso ci sforziamo di sembrare forti, ma per chi?
A volte abbiamo soltanto bisogno di tirare fuori tutto ciò che abbiamo dentro di noi.
Non so da dove sia inizata questa vergogna riguardo le emozioni e i sentimenti.
Da dove è nata questa disumanizzazione?
Se c'è una cosa importantissima che ci distingue dalle macchine sono proprio le emozioni, i sentimenti.
Perché allora vogliamo essere tutti delle macchine?
Distanza Dall'Essere Umano
Lo Faccio Per Me

Domino
Con più o meno cura vengono sistemate, a volte dalle nostre mani, quando rappresentano nostre scelte, a volte da mani altrui.
Ed è proprio in quest'ultimo caso, quando non siamo noi a decidere cosa e dove sistemare il pezzo di legno, che si rischia di più.
Non avendo il controllo della situazione non ci resta che aspettare di vedere cosa succederà una volta che quella parte verrà sistemata.
In quel momento esce tutto ciò che abbiamo nel subconscio: la considerazione verso l'altra persona; la considerazione verso noi stessi.
Ci ritroviamo ad avere fiducia, tranquilli; ci ritroviamo tesi o con un pizzico d'ansia; ci ritroviamo a sperare, a pregare.
Dentro di noi c'è sempre la speranza che quella aggiunta vada ad arricchire il nostro percorso, senza stravolgerlo.
Ma cosa succede quando questo domino, buttato nel nostro gioco, vacillando cade e, andando a colpire un altro pezzo crea una reazione a catena che sembra far crollare tutto?
A volte la caduta si ferma appena prima di quel tassello che sembrava essere stato messo male.
Così nella vita, proprio come nel gioco, si deve avere la forza di spazzare via ciò che ormai è caduto e ripartire da quel momento di debolezza per potere ricominciare e renderlo la propria forza.
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